Sant’Antonino di Susa, (To) Cresto, Folatone, Colle Braida, Sacra San Michele, Avigliana.

PercorsoChianocco – S.Antonino – Cresto – Folatone – Colle Braida – Sacra San Michele – Avigliana – S. Antonino – Chianocco
PercorribilitàPercorso sempre fattibile neve e/o ghiaccio permettendo
TipologiaAsfalto + Sterrato leggero Cat. 1
Lunghezza65 km – Da S.Antonino a S. Antonino
Dislivello524 m.
Quota max1007 m. Colle Braida

Mappa partenza/arrivo a Sant’Antonino di Susa (TO) per maggior dettaglio del percorso. Tratto Chianocco – S.Antonino – Chianocco è da considerarsi trasferimento

Itinerario fattibile anche in Bici!

Link Mappa

Percorso iniziale con strada stretta e tornanti chiusi e con asfalto irregolare. Chiunque voglia “allenarsi” a percorrere i tornanti ha i primi 3 km che metteranno a dura prova la sua abilità.  Tratto Cresto – Colle Braida sterrato leggero con strada larga e panoramica. Discesa dalla Sacra con asfalto ottimo. Da Avigliana strada statale per il rientro

Dopo la borgata di Folatone inizia un tratto sterrato leggero alternato a tratti asfaltati senza problemi di percorrenza. Comunque non consigliato alle moto prettamente stradali.

Il valico si apre tra in Monte Ciabergia (a sud-est) e il Monte Presa Vecchia (a sud-ovest, 1291 m). Dal versante di Avigliana (in Val di Susa), salendo verso il colle, si incontra la Sacra di San Michele; dal versante di Giaveno (in Val Sangone) si incontra il comune di Valgioie. La zona è meta di passeggiate considerati i boschi di faggi e betulle, frequentati anche dai cercatori di funghi.

Sacra di San Michele: collocata su un imponente basamento di 26 metri a 960 metri di altitudine, affacciandosi dalla cima del Monte Pirchiriano sul confine fra le Alpi Cozie e la Pianura Padana è il monumento simbolo del Piemonte ed una delle più eminenti architetture religiose, appartenente alla Diocesi di Susa. Dal XII al XV secolo visse il periodo del suo massimo splendore storico, divenendo uno dei principali centri della spiritualità Benedettina in Italia. Nel XIX secolo vi fu insediata la congregazione dei Padri Rosminiani e dal 2016 il museo del complesso monumentale abbaziale è completamente restaurato e visitabile. Merita dedicarle tempo per una visita.

IL CULTO MICAELICO

IL CULTO MICAELICO

All’origine il culto micaelico, sorto sul Gargano alla fine del V secolo, in riferimento anche alle caratteristiche peculiari del culto in Asia Minore, in cui l’Arcangelo Michele appare come taumaturgo e patrono delle acque curative, mantiene le stesse caratteristiche e cioè come un culto essenzialmente naturale e risanatore, e il pellegrinaggio che si sviluppa ha caratteristiche prettamente popolari, in quanto il culto, così come in Oriente, è diffuso soprattutto negli strati sociali meno abbienti. Oggi di fronte alla Sacra di San Michele siamo al centro “linea dei 7 Santuari”.

Sette santuari allineati dedicati a San Michele Arcangelo. Con al centro la Sacra di San Michele La definizione di retta, in geometria, è  “un insieme di punti allineati, che non ha un inizio e nemmeno una fine”. Nel caso del culto di San Michele Arcangelo, invece, il tracciato rettilineo in questione ha un inizio ben preciso, in Irlanda, e va a conclu dersi in Israele, coprendo una distanza di oltre 4 mila chilometri. E su questa linea sono disposti ben 7 santuari a lui dedicati, di cui la “nostra” Sacra di San Michele, sulla cima del Pirchiriano, rappresenta il centro. Meta ogni anno di migliaia di visitatori, affascinati dalla sua maestosità, dalla sacralità del luogo, dalla splendida vista su Torino e sul fondovalle, la Sacra è un luogo di pace e meditazione, che si trova a 1000 km dall’abbazia normanna di Mont Saint-Michel e ad altrettanti dalla chiesa pugliese di Monte Sant’Angelo. Insomma, a metà strada tra le due abbazie che con lei rappresentano i pilastri del culto micaelico. Ma la linea parte da ben prima, dalle selvagge scogliere irlandesi dove si trova il Monastero di Skellig (usata come set cinematografico per le scene finali di Star Wars: Il risveglio della Forza. L’isola appare anche nel sequel del film, Star Wars: Gli ultimi Jedi, uscito nel 2017). Passa in Inghilterra per il monastero di St. Michael’s Mounte poi in Francia e Italia per arrivare al monastero greco di Panormitis sull’isola di Simi e termina ben oltre, in terra di Israele, non lontano da Gerusalemme ad Haifa e più precisamente al Monastero Stella Maris.

I laghi di Avigliana sono due piccoli laghi di origine morenica, situati nel comune di Avigliana e parzialmente protetti da una Riserva Naturale. Le diverse morene frontali concentriche furono prodotte da una lingua meridionale del ghiacciaio pleistocenico della Val di Susa (o segusino), alla sua massima estensione. Al ritiro dello stesso, l’accumulo di acque di fusione e di precipitazione negli spazi chiusi dalle morene creò i laghi. Il Lago Grande, un tempo detto Lago della Madonna, ha una estensione di 91,4 ettari, una profondità massima di 28 metri e si trova a quota media 352 m. Il Lago Piccolo, detto anche Lago di Trana e un tempo chiamato Lago di San Bartolomeo (dal nome della borgata che si affaccia sulla sua sponda meridionale), ha un’estensione di 61,09 ettari, una profondità massima di 12 metri e si trova poco più in alto del lago Grande a quota media 356 m.

Indicazioni accessorie:

Considerata la brevità del percorso non ci siamo fermati a pranzare ma siamo tornati a casa.

Buon Giro!

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