| Percorso | Chianocco – Bardonecchia – Valle Stretta – Colle della Scala – Colle del Monginevro – Sestriere – Fenestrelle – Forte di Fenestrelle – Colle delle Finestre – Chianocco |
| Percorribilità | Percorso fattibile solo in periodo estivo per la chiusura del Colle delle Finestre |
| Tipologia | Asfalto + Sterrato leggero Categoria 2 per 8 km |
| Lunghezza | 217 km. |
| Dislivello | 3364 m. |
| Quota max. | 2178 m. Colle delle Finestre |
In questo percorso con partenza e arrivo a Chianocco, attraversiamo 3 colli con caratteristiche molto diverse fra loro e che pur essendo abbastanza vicini uno dall’altro hanno avuto storie molto diverse fra loro. In più faremo una tappa al Forte di Fenestrelle che fra i plus che rappresenta è la più lunga fortificazione e ha in esso la SCALA COPERTA più lunga d’Europa.

Il Colle della Scala (in francese Col de l’Échelle) e’ un valico alpino delle Alpi Cozie, posto in territorio francese poco più a ovest del confine tra la Francia e l’Italia, congiungendo la Val di Susa con la Val della Clarée nel dipartimento delle Hautes-Alpes Francia. Con un’altezza di 1.762 m, è il più basso valico stradale che congiunge l’Italia con la Francia lungo tutta la catena delle Alpi Occidentali e pur essendo agevole per l’altezza, è sempre passato in secondo piano rispetto ai vicini Colle del Moncenisio e Colle del Monginevro.

Essendo quello di più agevole transito, il Colle del Monginevro, è stato il colle utilizzato prima dai tempi dei Galli e poi dai Romani, sin dalle guerre di conquista delle Gallie, per attraversare le Alpi. Secondo alcuni potrebbe essere stato utilizzato anche dall’esercito cartaginese di Annibale nel 218 a.C. per raggiungere l’Italia e attaccare i Romani. Ciò è in sintonia con quanto racconta lo storico romano Livio, il cui scritto farebbe pensare alla risalita delle Alpi attraverso la valle della Durance. Percorso che non si adatta al racconto né dello storico greco Polibio, né dello storico romano Cornelio Nepote, dai quali si può dedurre l’attraversamento più a nord, nelle Alpi Graie e tra i valichi possibili si possono allora citare il Moncenisio, il colle dell’Autaret nelle Valli di Lanzo e il Piccolo San Bernardo (Cremonis iugum). Sempre in epoca romana il Colle del Monginevro segnava il culmine della Via Domizia, la strada romana costruita per iniziativa del console Gneo Domizio Enobarbo dal 121 a.C. ed inaugurata tre anni dopo, strada che collegava l’Italia alla recentemente conquistata Hispania attraverso il sud della Gallia. Sempre in epoca romana il Colle del Monginevro segnava il culmine della Via Domizia la strada romana costruita per iniziativa del console Gneo Domizio Enobarbo dal 121 a.C. ed inaugurata tre anni dopo, strada che collegava l’Italia alla recentemente conquistata Hispania attraverso il sud della Gallia.

Forte di Fenestrelle: è situato in Val Chisone, il Forte di Fenestrelle include tre complessi fortificati: il San Carlo, il Tre Denti e il Delle Valli, uniti da un tunnel in cui corre la scala coperta più lunga di Europa. Luogo storico dove compiere un affascinante viaggio dentro la storia della fortezza, percorrendo quei 4000 scalini alla scoperta della “grande muraglia piemontese”. Quale occasione migliore per una visita completa!

La discesa verso Usseaux e la Val Chisone è in parte asfaltata, tranne nel tratto di Pian dell’Alpe da cui, svoltando a est si raggiunge con il proseguimento della strada il Forte di Fenestrelle. Proseguendo a ovest si imbocca invece la Strada Provinciale 173 del Colle dell’Assietta. Proseguendo si oltrepassa il Colle e si arriva sul versante valsusino. Appena inizia la discesa inizia lo sterrato e si entra nel Parco delle Alpi Cozie, il che comporta rigorose norme per la circolazione, per quanto riguarda la velocità, il sorpasso e la sosta. La strada che scende fino a Meana e poi a Susa, ha uno sviluppo di 18,7 km, un dislivello di 1.792 metri con una pendenza media del 9% con punte del 12% e un totale di 33 tornanti. Dal Colle (quota 2.178) è sterrato leggero per gli 8 chilometri che portano fino al Colletto di Meana (quota 1.452).


La strada Meana-Colle Finestre-Dépot venne realizzata dai Comandi Militari del Regno d’Italia nel 1890, con lo scopo di permettere un rapido spostamento di truppe fra le Valli Chisone e Susa. Il progetto, realizzato nel 1889, fu studiato dal Genio Militare. La difficoltà maggiore fu quella di affrontare il ripido versante che dalle borgate di Meana porta al Colletto, punto obbligato di passaggio. La strada, classificata come carrareccia, doveva rispondere a caratteristiche ben precise: 3 metri di larghezza, pendenza non superiore al 10% e raggio minimo di curvatura di 8 metri. Dopo avere sfruttato le strade esistenti nelle varie frazioni di Meana, i tecnici studiarono il percorso migliore per superare gli oltre 700 metri di dislivello che separavano la borgata Suffis dal Colletto. Furono ipotizzate varie soluzioni. Alla fine fu scelta quella che prevedeva la costruzione di 24 tornanti in muratura nel breve spazio di 4 km, che formano una spettacolare scala in pietra nascosta nel bosco.

Fermandoci al Colletto di Meana possiamo salire al Monumento al Sacro Cuore di Gesù. L’opera venne realizzata secondo il progetto dell’ingegnere Nesci. Consiste in un basamento tronco piramidale, sul quale si elevano nove colonne di granito raggruppate in tre fasci. Poi una colonna centrale che sorregge la statua. Appoggiata sulle colonne, una piattaforma circolare fa da basamento alla statua. Lungo il bordo una scritta in capitale romano a lettere di bronzo recita: “VENITE AD ME OMNES A. D. MCMXLVIII”. Con il concorso di migliaia di pellegrini giunti da ogni parrocchia della valle e di autorità, la solenne inaugurazione avvenne il 6 giugno 1948

Ci troveremo nuovamente a varcare questi colli in altri itinerari ma questo giro fattibile in giornata ci porterà a vedere ottimi panorami e a dilettarci su asfalto e sterrato.
Indicazioni ccessorie:
Abbiamo mangiato qui, se volete provare:

Dopo l’ardua visita al Forte di Fenestrelle eravamo affamati e a “Le Antiche Mura” ci siamo capitati per caso ma siamo rimasti molto soddisfatti, un menù semplice con ottimo rapporto qualità prezzo. Iniziato con gnocchi con toma e seguito con spezzatino di cinghiale al civet.
Piatti caratteristici del tour:
Tour italo-francese. I piatti caratteristici francesi della zona sono diversi, in particolare le “Omelette” (frittate) con ogni qualsiasi cosa passi nella mente dello chef. E La “Tartiflette” uno dei piatti unici, della gastronomia savoiarda. Si tratta di uno sformato di patate lesse, cipolla, lardo e del formaggio Reblochon fuso. Una pietanza molto sostanziosa, da accompagnare con una leggera insalata anche se in Francia l’insalata viene solitamente servita come “Entrée o hors-d’oeuvre” (antipasto). Poi In Val Chisone dove abbiamo pranzato vi sono piatti come le “Cagliette” oppure la “Glara ” sempre con patate ma affettate con pancetta e cipolle. Oltre ai classici piatti di carne e pasta.
Buon Giro!
