| Percorso | Chianocco – Colle del Moncenisio – Sardieres – Modane – Col du Telegraphe – Col du Galibier – Col du Lautaret – Briancon – Colle della Scala – Chianocco |
| Percorribilità | Percorso fattibile solo in estate da maggio/giugno a ottobre |
| Tipologia | Itinerario interamente su asfalto |
| Lunghezza | 248 km |
| Dislivello | 5685 m. |
| Quota max | 2646 m. al Col du Galibier |
Percorso che si svolge interamente su asfalto e che prevede il superamento di 5 colli in territorio Italo – Francese con passaggio su un tratto della Route des Grandes Alpes. Le curve non finiranno mai!

Lago del Moncenisio: questo splendido luogo è in territorio francese anche se si trova, sotto chiave geografica, ampiamente in Val di Susa, quindi nel versante italiano del colle. La controversia nasce ai tempi del trattato di Parigi (1947) che sanciva la pace tra Italia e Francia al termine della Seconda guerra mondiale, ridisegnando così i confini della zona. La sua posizione geografica ne fa quindi un appartenente al bacino del Po (tramite Cenischia e Dora Riparia) anziché a quello del Rodano.

Il monolite di Sardières è un ago di cargneule situato vicino alla città di Sollieres-Sardieres, nel dipartimento della Savoia. È in questo luogo situato ai piedi del massiccio della Vanoise che si è svolta la cerimonia di apertura del Parco Nazionale della Vanoise il 26 giugno 1965. Il monolite raggiunge un’altezza di 93 metri ed è meta di scalatori di ogni dove. Si trova a ridosso di una pianura lussureggiante e coltivata, inserito nella foresta di conifere adiacente, classificata come sito di “Natura 2000”. La sua scalata prevede una difficoltà di livello 6b.


La Barriera dell’Esseillon o Forti dell’Esseillon è una serie di cinque fortificazioni costruite nel XIX secolo su uno sperone roccioso che sbarra l’alte valle dell’Arc, sul comune di Aussois, per proteggere il Piemonte da un’eventuale invasione francese. Essa comprende quattro forti e una ridotta, che portano i nomi di membri della famiglia dei Savoia. I forti sono stati costruiti seguendo le teorie di Montalembert che si fonda sul principio delle fortificazioni perpendicolari e sulle cosiddette torri a cannoni. In questo modello i forti si proteggono reciprocamente con il tiro incrociato, creando un vero e proprio campo trincerato all’interno del quale potevano trovare protezione circa 10.000 uomini. Quattro dei forti si trovano sulla riva destra dell’Arc e tenevano sotto tiro l’altopiano di Aussois (dove era stato costruita una serie di trinceramenti bastionati oggi scomparsi), il colle dell’Esseillon (dove transitava una delle due strade che portavano verso l’Italia e che fu fortificato con opere ad hoc, ancora oggi in parte visibili), la parte della valle che portava a Modane, nonché la strada che portava verso il colle del Moncenisio e che passava sulla riva sinistra dell’Arc. Proprio per tenere sotto tiro ravvicinato questa strada e il vicino ponte girevole sul torrente Nant, che è attraversabile solo in questo punto, fu costruita sul lato sinistro dell’Arc la ridotta Maria Teresa. Il profondo canyon scavato dal fiume Arc fu attraversato da un ponte sospeso, ristrutturato e ancora esistente, detto Ponte del Diavolo e che univa la ridotta Maria Teresa col resto della Piazza.

Più nel dettaglio ecco un elenco dei forti, partendo da quelli posti più in quota:
- Forte Maria Cristina: costituiva uno dei due punti agli estremi settentrionali del campo trincerato. Teneva sotto tiro l’altopiano di Aussois e la valle della Maurienne fino a Modane. Oggi è stato completamente restaurato ed ospita un ostello ed un albergo
- Forte Carlo Alberto: era l’altro caposaldo del campo trincerato a nord, tenendo sotto tiro anch’esso l’altopiano di Aussois. La sua costruzione non fu mai portata a termine.
- Forte Carlo Felice: posto a protezione ravvicinata del Forte Vittorio Emanuele e del colle dell’Esseillon fu l’unico forte parzialmente smantellato dai francesi in seguito alle clausole del trattato di Torino. Oggi è in rovina.
- Forte Vittorio Emanuele: era l’opera più importante dell’intero complesso, poteva accogliere una guarnigione di 1500 uomini ed era la sede del comando della Piazza, dell’ospedale e della Chiesa. Esteso su diversi livelli, con un dislivello di oltre 150 metri, teneva sotto tiro la strada verso il Moncenisio nonché la bassa valle. Sono in corso lavori di restauro ed è aperto al pubblico.
- Ridotta Maria-Teresa: unica opera posta sulla riva sinistra dell’Arc aveva il compito di difesa ravvicinata del ponte posto sul torrente Nant. Oggi è stata completamente ristrutturata ed ospita un bar e un museo.

Con i suoi 1.556 metri, nel pieno del Massiccio des Cerces, il Colle del Télégraphe è stato più volte una delle tappe di livello del Tour de France, situato a poca distanza dal Colle del Galibier; la sua fama, inoltre, è arricchita dal fatto di essere una delle tappe della Route des Grandes Alpes, il percorso di quasi 700 chilometri che unisce le Alpi Francesi, da Thonon-les-Bains a Mentone.

Costruito tra il 1885 e il 1893, il forte del Télégraphe sul sito di uno dei trasmettitori del telegrafo aereo Chappe de la ligne impériale Parigi-Milano.
La sua architettura poligonale, come quella di Séré de Rivières, è adatta allo spettacolare rilievo del sito. Il forte servì anche come posto di comando (Battaglia delle Alpi, 10-25 giugno 1940) durante l’offensiva italiana nel settore Valloire-Valmeinier.

Il Colle del Galibier (2.646 metri) è un valico alpino che separa le Alpi Cozie francesi (Alpi del Moncenisio) dalle Alpi del Delfinato, unendo la valle della Maurienne con la valle della Guisane e congiungendo Saint-Michel-de-Maurienne con Briançon (partendo da Saint-Michel-de-Maurienne e scendendo verso sud si incontra in sequenza: il Col du Télégraphe, Valloire, il Col du Galibier, il Col du Lautaret ed infine Briançon). Sovrastato ad ovest dal Grand Galibier, il colle è attraversato dalla Route des Grandes Alpes
Il Col du Galibier è uno dei mostri sacri del Tour de France, un monumento del ciclismo. La sua storia ciclistica comincia agli albori delle prime grandi corse a tappe, nel 1911, quando i pionieri del Tour lo affrontarono con biciclette pesanti fino a 15 chili e senza cambio, percorrendo strade che erano poco più che mulattiere, sterrate e disastrate. I primi in assoluto a transitare sulla sua cima furono Emile Georget, Paul Duboc e Gustave Garrigou, i soli a non smontare di bicicletta

Henri Desgrange: Durante la carriera sportiva fissò ben 12 record mondiali di ciclismo su pista, compreso il record dell’ora l’11 maggio 1893 con 35,325 chilometri. È inoltre considerato l’ideatore del Tour de France, nato nel 1903. Dopo aver fondato il quotidiano sportivo L’Auto, portò avanti la proposta di uno dei suoi giornalisti, Géo Lefèvre, di promuovere un giro ciclistico della Francia per diffondere il giornale, che non navigava in buone acque. La competizione fu annunciata il 19 gennaio 1903, ma Desgrange non la seguì, temendo non avesse successo, inviando invece Lefèvre al seguito della corsa.


Il Colle del Lautaret è un valico alpino delle Alpi occidentali, situato nel dipartimento delle Alte Alpi ad una altezza di 2058 m, lungo il percorso che unisce Grenoble a Briançon. Si trova nelle Alpi del Delfinato, separando le Alpi delle Grandes Rousses e delle Aiguilles d’Arves a nord dal massiccio des Écrins a sud: percorso dalla Route des Grandes Alpes la pendenza relativamente dolce che permette di accedere al valico si spiega con l’origine geologica del colle stesso, modellato da un ghiacciaio che si riversava nell’una e nell’altra vallata di accesso.

la Route des Grandes Alpes è un percorso lungo 684 km, che attraversa le Alpi francesi da nord a sud passando per 16 valichi alpini, di cui 6 sopra i 2.000 m di altitudine: realizzato con la costruzione di numerosi tronconi di strade che collegavano altre strade già esistenti alla fine del XIX secolo ed all’inizio del XX secolo, parte da Thonon-les-Bains sul lago di Ginevra ed arriva a Mentone in Costa Azzurra, dopo aver superato 15.713 metri di dislivello (everesting) totali.

Appena lo si ammira in foto, viene subito la voglia di percorrere le sue tortuose strade: è il Colle della Scala. Un gioiello di questo tratto delle Alpi Cozie, sbocco naturale tra la Val di Susa e la Val de Clarèe. Un tempo interamente nel territorio italiano, ricade oggi nell’area amministrativa della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, regione della Francia meridionale. Per diversi secoli il Colle della Scala è servito come collegamento strategico tra Piemonte e Francia, oggi è soprattutto il lato turistico a farne la caratteristica principale. Il valico collega diverse località turistiche invernali molto apprezzate dai turisti. Su tutte spicca Bardonecchia, partendo dalla quale ci avviamo sulla SP216 verso la frazione di Melezet, nei pressi del Pian del Colle.

Scendendo a Bardonecchia si rientra a Chianocco tramite la strada statale che offre sempre scorci di notevole valore.
Indicazioni accessorie:
Noi abbiamo mangiato qui se volete provare:

Un po’ perchè è una meta storica un po’ perchè a 2600 e passa metri tutto è buono il Rifugio Chalet du Galibier offre delle “assiette” (da noi chiamati taglieri) di formaggi e salumi da spettacolo. Un’omelette ai vari gusti e un’acqua leggerissima.
Piatti caratteristici del tour:
Il viaggio si svolge prevalentemente in Francia sud occidentale dove per la presenza di valli montane la cucina si articola fra salumi, formaggi (molti più tipologie che in Italia) funghi e Uova. Tipiche la “Raclette” dove si fonde una specie di fontina, la “Tartiflette” nata dal formaggio reblochon o le frittelle di patate o spinaci per arrivare alle “Oreilles d’âne” gratin di spinaci selvatici e lasagne. Altro prodotto tipico usato in vari modi è il miele. Non mancano certo le carni alla griglia che sono ottime e molto tenere.
Buon Giro!
