Percorso tra Italia (Lombardia) e Svizzera passando per la Val Poschiavo, il passo della Forcola di Livigno, Tirano e il passo dell’Aprica. Con una puntatina al Tonale per superare poi il Passo Gavia a 2652 m. e tornare a Livigno dai passi San Carlo ed Eira.
| Percorso | Livigno – Forcola – Tirano – Passo dell’Aprica – Passo del Tonale – Passo di Gavia – Bormio – Passo San Carlo – Passo Eira – Livigno |
| Percorribilità | Possibilità di percorrere solo da maggio a Novembre sia la Forcola che il Gavia |
| Tipologia | Itinerario interamente su asfalto |
| Lunghezza | 211 km – Da Livigno a Livigno |
| Dislivello | 5411 m. |
| Quota max | 2652 m. del Passo Gavia rifugio Bonetta |
Itinerario adatto a qualsiasi tipo di moto con paesaggi stupendi e un alternarsi di salite e discese da rimanere strabiliati

Scendendo verso sud da Livigno si enra in Svizzera al Passo della Forcola e siamo già oltre i 2000 m.


Il territorio svizzero si presenta come sempre ordinato e la strada ha un ottimo asfalto che non ci fa sentire in difficoltà sulle numerose curve consecutive

Ci soffermiamo un momento prima di arrivare a Tirano per ammirare il TRENINO ROSSO DEL BERNINA a Brusio. Piccolo borgo svizzero di lingua italiana, luogo simbolo del centenario della ferrovia del Bernina, nonchè palcoscenico di una delle sue opere di ingegneria di maggior rilievo: il viadotto elicoidale. Si tratta di un ponte a nove campate, che compie un giro di 360° interamente allo scoperto nell’arco di pochi minuti. Questa splendida spirale consente al trenino, che viaggia a ruota libera senza l’ausilio di cremagliera, di alzarsi di circa 20 metri. In questa chiocciola di emozioni si raggiunge la pendenza massima del 70 per mille (il massimo realizzato sulle linee italiane è la metà).


Proseguendo oltre Tirano saliamo al Passo dell’Aprica dove le coppiette si baciano sotto l’arco del Tour in cerca della buona sorte.

Costeggiato la lunga serie di ristoranti ed hotel di Aprica e approfittato di una sosta di ristoro ci dirigiamo a valle per poi risalire al Passo del Tonale. Qui al confine tra Lombardia e Trentino tra le cime dell’Adamello e dell’Ortles, è d’obbligo la tappa al Sacrario Militare. Testimonianza della “Guerra Bianca” svoltasi sulle cime dell’Adamello, sul monte Pasubio e al passo stesso nel corso dell’anno 1918. Guerra cruenta di attacchi continui tra Austriaci ed Italiani tanto che ancora qualche tempo fa si trovarono corpi di soldati congelati nel ghiaccio che ritirandosi li ha portati a lla luce.
Ritornando dal passo verso Ponte di Legno possiamo goderci i panorami della vallata lussureggiante. Prima di raggiungere il paese voltiamo a destra in direzione del Passo Gavia. Qui la strada si fa stretta con asfalto parecchio dissestato e le curve sono spesso cieche quindi occorre massima prudenza.
Poco prima di arrivare al passo troviamo sulla sinistra il Lago Nero. Non molto grande ma visibilissimo dalla strada senza dover percorrere i 200m circa di sterrato per raggiungerlo. Al passo invece ci aspetta un confortevole rifugio dove sostare e rifocillarsi. In effetti i laghi al Passo sono due, uno dei riflessi biancastri chiamato Lago Bianco mentre l’altro dai riflessi scintillanti azzurro cupo chiamato Lago Nero.
Il lato opposto del passo affaccia sul Parco Nazionale dello Stelvio dove inizia la Valfurva con il grande Lago Bianco. Costeggiandone la riva si incontra uno stupendo crocifisso intagliato nel legno. Quest’artistico manufatto venne fatto apporre in questa posizione da un giovane in segno di ringraziamento per essere riuscito a sopravvivere ad un improvvisa bufera di neve che lo colse di sorpresa mentre transitava dal Passo con la moglie e la madre. Usciti miracolosamente indenni dalla tormenta i tre viandanti riuscirono a raggiungere l’abitato di Ponte di Legno senza alcuna conseguenza. L’accaduto, avvenuto nell’ottobre del 1929, spinse il giovane ad erigere questo grande crocifisso votivo in segno di gratitudine per lo scampato pericolo.
I due Laghi, il Nero ed il Bianco sono circondati dalla leggenda che narra di due giovani Bianchina e Nerino amici per la pelle e di una loro conoscente invidiosa e malevola, Pinotta. Il Mago padre di Quest’ultima, istigato dalla figlia, rese statue di ghiaccio i due giovani i quali liberati dal maleficio sciolsero il ghiaccio formando i due laghi. La leggenda completa è scritta nei: “Racconti e leggende di Valtellina e Valchiavenna” di C.Paganoni. Uno dei riflessi biancastri chiamato poi Lago Bianco mentre l’altro dai riflessi scintillanti azzurro cupo chiamato Lago Nero.
Percorsa la Valfurva con la bellissima Santa Caterina si raggiunge Bormio con il suo borgo medievale che merita una sosta ed una passeggiata nella sua Via Roma fino alla Torre Alberti. Caratteristiche anche le chiese del centro.
Superato Bormio si sale verso il Passo San Carlo e dopo una discesa tortuosa e ricca di curve si risale al Passo Eira che superato ci permetterà di scendere alla meta.

Arrivati a Livigno termina questo lungo e variegato itinerario che si può dividere in due giorni se si vogliono apprezzare tutte le meraviglie che i contorni dei luoghi visitati hanno da offrire.
Indicazioni accessorie:
Noi abbiamo mangiato qui, se volete provare:

Tra tanti locali presenti ad Aprica ho scelto il Bistrot Aprica (Corso Roma 79). Il locale è arredato in stile montanaro e dispone di un suggestivo dehor (estivo) dove mangiare godendosi il tranquillo viavai ed il panorama sulle Alpi. Piatti tipici e un menù degustazione delizioso anche per chi deve risalire in moto
Piatti tipici del tour:
Nonostante i tour inizi in Svizzera in Val Poschiavo dove sono tipici i “Capunet” (che non hanno nulla a che fare con quelli Piemontesi) formati da gnocchetti di spinaci con burro e aglio. Arrivati al Passo Aprica che divide la Valtellina dalla Val Camonica troviamo influenze culinarie miste ma sicuramente non potrete lasciarvi sfuggire i “pizzoccheri” o le frittelle di grano saraceno a forma di rospo, gli “Sciatt” (rospo in dialetto) o le “Migole” letteralmente briciole di polenta e grano saracceno. Così come sarebbe un sacrilegio non gustare la bresaola o lo speck locali che la fanno da padrone in tutta la zona.
Buon giro!











