Demonte, Colle Fauniera, Colle d’Esischie e Castelmagno da Busca (Cn)

Percorso interamente su asfalto ma con strade molto strette (due auto non possono incrociarsi in parecchi punti) per la quale occorre massima attenzione e prudenza perchè non vi sono quasi mai protezioni verso valle.

PercorsoChianocco – Busca – Demonte – Vallone dell’Arma – Colle Fauniera – Colle d’Esischie – Castelmagno – Pradleves – Valgrana – Caraglio – Busca – Chianocco
FattibilitàItinerario estivo per la chiusura del colle d’Esischie da ottobre a maggio
TipologiaAsfalto
Lunghezza114 km – Da Busca a Busca
Dislivello2252 m
Quotra max 2370 Colle Esischie

Il tratto da Busca a Demonte via Cervasca si snoda fra coltivazioni e saliscendi tipici delle prealpi. dopo Demonte inizia a salire nel Vallone dell’Arma

(Il tratto Chianocco – Busca – Chianocco è da considerarsi trasferimento)

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Demonte: avete sempre desiderato di tuffarvi nel colore intenso e nel profumo inebriante di un campo di lavanda, ma non avete ancora avuto l’occasione di visitare la Provenza francese? Non c’è bisogno di andare così lontano per esaudire questo desiderio! Nella Valle Stura, e più precisamente a Demonte fioriscono da sempre tanti campi di “isòp”, come è chiamata la lavanda in occitano tanto che questa viene definita “la strada della Lavanda”.

Il Vallone dell’Arma si dirama dall’abitato di Demonte in direzione nord-ovest, di fatto parallelo all’alto corso del fiume Stura, culminando con il colle di Valcavera, spartiacque tra la valle Stura, la valle Maira e la valle Grana, dal quale si può raggiungere il colle del Mulo, il colle Fauniera e l’altopiano della Gardetta. La strada asfaltata, lunga una trentina di chilometri, permette di attraversare una serie di tradizionali borgate, Fedio, San Maurizio, Trinità e San Giacomo, e di ammirare un paesaggio ancora incontaminato

Il Colle di Fauniera (2.481 m.) è un valico delle Alpi Cozie, in provincia di Cuneo, che mette in comunicazione il Vallone dell’Arma (laterale della valle Stura di Demonte) con la Valle Grana, famosa quest’ultima per la presenza del Santuario di San Magno e del formaggio Castelmagno. Il Fauniera è nel cuore degli sportivi, in particolare quelli appassionati di ciclismo di tutto il mondo. È infatti diventata una delle mete di montagna più ambite dagli scalatori su due ruote, classificabile come una salita alpina lunga e impegnativa, dall’importante dislivello e dall’elevata quota altimetrica raggiunta, con pendenze che a tratti superano il 14%.La discesa del Fauniera è considerata invece una delle più tecniche delle Alpi. È stato scalato una sola volta al Giro d’Italia (1999) nella tappa vinta dal bergamasco Paolo Savoldelli che realizzò un’impresa memorabile nella discesa dal Colle Fauniera. In quell’occasione Marco Pantani scattò in salita, conquistando al termine della tappa la Maglia rosa, un’impresa rimasta negli annali della gara, ricordata con un monumento in pietra posto proprio sulla sommità del colle. Oggi il colle Fauniera è diventato la Cima della gran fondo “La Fausto Coppi” che lo ha fatto scalare da più di 2500 ciclisti provenienti da 37 nazioni.

Lasciato il colle Fauniera ci dirigiamo verso il Colle d’Esichie che dista pochi chilometri. La strada è molto stretta e dissestata, occorre prudenza. Il Colle è uno dei valichi più alti della zona, poiché si trova a 2370 metri di quota e mette in comunicazione la Val Grana con il Vallone della Marmora. Noi oggi scegliamo di scendere in Val Grana verso Castelmagno ma prima ammiriamo ciò che il Colle ha da offrire.

Arrivati al Colle si può procedere verso il vallone della Marmora ma noi torniamo indietro di pochi km e scendiamo in Val Grana. Appena sotto il colle nasca appunto il Torrente Grana che negli anni ha scavato questa profonda e stretta vallata.

Non ci possiamo esimenre dal soffermarci un minuto al cippo che ricorda la fondazione della gara ciclistica Gran Fondo Fausto Coppi che ha dei numeri da brivido. Tra le quattro salite vi è questa che vede ciclisti superare i 2400 m. con pendenze di punta del 14 – 15% e fondo dissestato già impegnativi da fare in moto.

Imboccata la Valgrana

Non poteva mancare una sosta di ristoro a Castelmagno nella Trattoria dei Cacciatori (Via Viglione 1, Campomolino, CN 12020) che partecipa al Consorzio del Formaggio tipico. il piatto di antipasti è guarnito con una ricca fetta del prezioso Castelmagno. Per dopo abbiamo scelto degli ottimi “Plin”. Da provare.

Scendiamo a valle per fare tappa a Caraglio dove c’è l’antico Filatoio Rosso. Edificato tra il 1676 e il 1678, è il più antico setificio rimasto in Europa, tra i pochi in Italia ad essere stato recuperato con finalità museali ed espositive.
Oggi è un insostituibile testimone di questo recente passato e da fabbrica di seta si è trasformato in fabbrica culturale. Al suo interno potrai apprezzare la ricostruzione fedele delle principali attrezzature impiegate all’epoca per produrre il filo di seta, dal fornelletto per la trattura dei bozzoli (lo svolgimento della bava), passando per incannatoio e binatoia, attrezzature impiegate per l’avvolgimento del filato su aspi o bobine, per arrivare alla vera attrazione del percorso: gli imponenti torcitoi idraulici da seta su modello bolognese.

Con questo tour finisce il periodo della Vstrom 650 utilizzata finora e questa è la foto di saluto prima di portarla in concessionaria e ritirare la nuova moto. Nulla da recriminare in lei perchè nonostante non sia una moto al top mi ha permesso tutti questi giri senza mai perdere un colpo.

Rientro a casa e vi auguro Buon Giro!

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