Percorso “estivo” per chiusura accesso al Colle da Ottobre a Maggio/Giugno.
| Percorso | Chianocco – Colle del Lys – Lanzo – Pont Canavese – Noasca – Ceresole Reale – Colle del Nivolet – Pont Canavese – Ronco Canavese – Piamprato – La Cassa – Chianocco |
| Percorribilità | Da Maggio/Giugno a Ottobre per chiusura Colle Nivolet |
| Tipologia | Asfalto |
| Lunghezza | 334 Km da Chianocco a Chianocco |
| Dislivello | 5251 m. |
| Quota max. | 2612 M al Colle del Nivolet |
In caso si sia fatto tardi si può omettere di spingersi fino a Pianprato risparmiando 44 km continuandoa destra aPont.

Il valico del Colle del Lys è già descritto in altri percorsi. Il passaggio venendo dalla Valsusa è quasi obbligato a meno si voglia macinare chilometri su strade piatte e rettilinee che in moto (a me) stufano.

Anche Lanzo che si può circumnavigare sulla tangenziale è già stata dettagliata ma se non avete fretta un passaggio all’interno dell’abitato è sempre carino. Poi ci sono un paio di Bar dove una tappa fa sempre piacere.

Cuorgnè, si narrà che il borgo originario sia andato distrutto per un’alluvione del Fiume Orco avvenuta intorno all’anno mille. La costruzione del nuovo borgo medievale, si fece su una collina vicina al sicuro dalle inondazioni, primo nucleo della Cuorgnè attuale. Nel Medioevo si caratterizzarono gli elementi che si trovano nell’attuale Via Arduino, che forma ancora oggi un significativo esempio urbanistico ed architettonico dell’antico borgo mercantile. Qui si svolgeva l’attività commerciale. Oggi viene anche utilizzata per lo svolgimento del Palio di Maggio che si svolge in genere nella terza settimana. In caso passiate da lì in quei periodi vale la pena una tappa se non altro per le “Bettole” che offrono ricche libagioni.

Il 3 dicembre 1922 con il Regio Decreto la Riserva reale veniva donata allo Stato Italiano affinché divenisse un Parco per la salvaguardia delle bellezze naturali: nasceva così il “Parco Nazionale del gran Paradiso” e Ceresole ne è la porta lato Piemonte. Il paese è un caratteristico borgo alpino e una delle principali bellezze è data dal suo lago sulla cui costa si dilunga l’abitato.

Il Lago di Ceresole è un lago artificiale contenuto da una diga verso valle. L’inaugurazione della diga di Ceresole avviene nel 1931, alla presenza di Umberto di Savoia. Con questa diga iniziò la costruzione di invasi artificiali che portò alla creazione dei laghi Serrù e Angel.

Lasciata Ceresole Reale si sale verso i Laghi Serrù e Angel su una tortuosa ma ben asfaltata strada in uno scenario alpino favoloso.

Dalla strada si dipartono strade e sentieri sterrati non transitabili da rotabili a motore (occhio siamo in un Parco Alpino!) ma con un po’ di tempo a disposizione offrono spunti per due passi per ossigenare i polmoni.

l lago Serrù è il primo dei due specchi d’acqua artificiali che si incontra lungo la strada per salire al Colle del Nivolet. Al contrario del vicino Lago Angel di un bellissiomo colore Blu il Lago Serrù è di un grigio-latteo derivante dal limo glaciale trascinato giù dai ghiacciai sovrastanti.


Una volta superata la diga del Serrù parcheggiate la moto poco oltre il secondo tornante in una piazzola sulla sinistra e da lì iniziate una passeggiata sul sentiero che si innalza su di una costa erbosa e che costeggia la sponda del bacino artificiale. E’ un percorso di poche decine di minuti ma il panorama da gustare non ha prezzo!
Il Colle del Nivolet si presta poco ad una sosta se non per una fermata per la classica foto ricordo. Superata la cresta del Colle, si abbandona il Piemonte e ci si ritrova in Valle d’Aosta. Precisamente in Val Savarenche. Non è possibile proseguire verso la Vallée se non a piedi e per raggiungere la strada carrozzabile (parcheggio di Pont) ci vogliono più di due ore. quindi per noi oggi si torna indietro, ovviamente dopo aver approfittato di un’ottima pausa ristoro al Rifugio Savoia con pisolino digestivo sulle rive del lago adiacente.

Rientrando possiamo effettuare una deviazione per visitare la Val Soana. Ronco è il centro di maggiore rilevanza della Valle. Come in altre vallate simili, alla fine della seconda guerra mondiale, molte donne abbandonarono i paesi di montagna per seguire i mariti all’estero o per recarsi nelle città dove gli uomini trovavano lavoro nelle fabbriche e cosi iniziò lo spopolamento. Oggi la maggior fonte di sopravvivenza è sita nel turismo. Nel 2021 è stato inaugurato il nuovo ponte (il vecchio fu distrutto nel 2018) e battezzato “ponte degli innamorati” il cui Cuore centrale permette foto panoramiche verso valle a chi lo desidera.

la maxi panchina arancione, è collocata a Piamprato Soana, a 1700 metri di quota, in un bel sito panoramico da cui si può ammirare tutta la valle. Usufruendo della Seggiovia Piamprato – Ciavanassa si può salire fino a quota 1874 m. dove vi è un ottimo punto ristoro, il Rifugio Rosa dei Banchi e dove, con un piccolo sforzo, si può scendere fino alla panchina con minor fatica.

A questo punto si può dire di aver visitato queste zone. Ovviamente rimangono molte altre possibilità di visita oltre a quelle qui rappresentate ma per ora la mia giornata è giunta al termine.
Indicazioni accessorie:

Oggi per pranzo tappa a Valprato Soana. Trattoria tipica locale, personalmente io adoro queste trattorie casalinghe!
Il cibo è buono e fresco. Mangi solo ciò che c’è quel giorno, senza menù. In compenso ben fatto e digeribile.
Per oggi vi saluto augurnado a tutti, Buon Giro!





