Alla scoperta della Val Susa (To) dalla pianura Padana

Mi è stato chiesto, quale abitante della Val Susa, di descriverne le peculiarità artistico culturali. Quindi ho percorso la Valle partendo da Torino cercando di raccogliere i particolari più interessanti, conscio di averne tralasciati tanti. Nell’intento di creare un percorso interessante e piacevole senza annoiare quasi nessuno. Certo questo NON è un tour dove il protagonista è il percorso ma ciò quello che si può scoprire lungo di esso.

PercorsoRivoli – Buttigliera Alta – Sacra di San Michele – San Giorio – Susa – Novalesa – Exilles – Bardonecchia
PercorribilitàSempre percorribile salvo neve e ghiaccio.
Lunghezza149 km.
TipologiaAsfalto più Sterrato leggero Cat. 1
Dislivello1777 m.
Quota max1447 m al Forte Bramafam.

La Valle si estende geograficamente da est a ovest partendo dalla Pianura Padana. Percorrendola si nota subito come i due versanti presentino caratteristiche molto diverse, quasi opposte a causa dell’influenza dell’irraggiamento solare. La parte a destra che rimane esposta a SUD è molto soleggiata (qui chiamata “indritto”), mentre la parte di sinistra, esposta a NORD e meno irrorata dal sole è detta “inverso”.

Il monte Musinè da cui ha origine il nostro viaggio è in parte, fra gli altri, anche del Comune di Caselette dove idealmente iniziamo il viaggio. E’ una montagna delle Alpi Graie alta circa 1150 m. e si può considerare come porta della Val Susa. Sulla sua cima vi è una grande croce in cemento realizata all’inizio del secolo scorso ma il Monte è stato un punto di riferimento fin dall’epoca romana (ma abitata da molto prima secondo i più recenti studi). Per accedervi occorre andare a piedi e per oggi ci limiteremo ad osservarlo dalla base. Su questo luogo fioriscono miti, leggende e dicerie di vario tipo, addirittura alcune legate ad avvistamenti di UFO e altre di vario tipo, tanto che negli anni è stata definita la “montagna magica”. Fra questi miti però qualche curiosità reale c’è e citando una fonte attendibile: “Le rocce del Musinè raccontano la storia geologica di centinaia di milioni di anni, dalle profondità del mantello terrestre all’apertura dell’Oceano della Tetide, dalla formazione delle Alpi ai più recenti cambiamenti climatici.” per approfondire consultate: http://www.arpa.piemonte.it

Iniziamo ora a risalire ed esplorare la Valle al suo interno e ci accorgiamo subito che è solcata da due strade principali, quasi parallele che ad un certo punto si incrociano e si dirigono, una al valico del Moncenisio (SS25) ed una al valico del Monginevro, biforcandosi a Oulx (SS24). Oltre a queste vi è l’autostrada che eviterò di considerare. Dal Musinè ci portiamo dall’altra parte della vallata sulla “SS25” ed effettuiamo la prima tappa all’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso sita nel comune di Buttigliera Alta.

Questa Abbazia è sorta intorno al 1200 d.C. nel lato sinistro della Valle quindi “riva inversa”. L’impronta latina fa presumere che da rivus inversus sia dipeso l’origine del suo nome. E’ divisa fra Chiesa e Ospedale dove i monaci Antoniani erano famosi per curare il “fuoco di S.Antonio” che ai tempi dilagava. Nel tempo l’Ordine Mauriziano si è avvicendato agli Antoniani e l’Abbazia è divenuta una Precettoria. Anche l’estetica è stata ammodernata secondo i gusti degli anni e quella che potete ammirare è l’ultima versione che risale al XV secolo. Per visitarla e maggiori dettagli: http://www.ordinemauriziano.it

Risaliamo in sella e continuiamo il viaggio sempre sulla SS25 verso il simbolo più evidente e forse anche più caratteristico dalla Valsusa che è la Sacra di San Michele posta nel comune di S.Ambrogio. Per arrivarci in moto (fino a 300 m. dove si parcheggia) occorre però svoltare prima di arrivare a S. Ambrogio e passare in mezzo ai laghi di Avigliana.

I laghi di Avigliana sono due e la strada che percorriamo passa in mezzo a loro prima di svoltare. Osservando il Lago Grande verso nord possiamo ammirare il monte Musinè sullo sfondo. Sui laghi gravano tantissime leggende ma in fondo tutta la Valle gode di numerosi racconti di credenze popolari, religiose e non, per leggerne qualcuna: http://www.paesaggiopiemonte.regione.piemonte.it

Si affronterà ora la stretta strada che ci porta sul monte Pirchiriano (attenzione nei giorni di domenica e festivi è a senso unico) sul cui cucuzzolo troneggia la “Sacra” effettivamente costruita sulle sue più alte rocce, visibili chiaramente all’interno della stessa.

Arrivati al parcheggio e percorsa la piccola distanza che ci porta alla Sacra di San Michele, possiamo ammirare la sua maestosità che dal basso dove ci troviamo è ancora più impressionante. La visita è tutta in salita fra sentieri e scalinate. Il più emblematico è lo “scalone dei morti” scavato nella nuda roccia. Ci sarebbe da scrivere moltissimo sulla Sacra ma per non annoiare vi lascio il link http://www.sacradisanmichele.com dovre potrete avere tanti dettagli ed anche prenotare una visita guidata. Qui nei percorsi la trovate anche in “Colle Braida”

Tornati alla moto dopo la visita alla Sacra, intraprendiamo lo stesso percorso ma in senso inverso di quello descritto al TAG “Sacra di San Michele” e saliamo ancora per arrivare al Colle Braida. Qui imbocchiamo la strada verso il Cresto. La strada presenta uno sterrato molto battuto che non desta grandi problemi. Si può ammirare un bel panorama sulla valle dove, sull’altro versante, spicca la punta aguzza del Rocciamelone (3538 m.) montagna più alta della zona. Superato il trato sterrato ed il pianoro in quota, la discesa a valle sarà su strada molto stretta con asfalto irregolare da percorrere con attenzione.

Vista dalla strada circa in località Folatone

Scesi a valle ci dirigiamo a ovest sulla SS24 dopo aver lasciato la SS25 e imboccato la SS24 che a Borgone si incrociano cambiando versante della Valle. Arrivati a San Giorio ci fermiamo per ammirare il Castello che è già ben visibile dal piazzale del parcheggio e con pochi passi si può raggiungere. I resti presenti oggi, cioè la torre rotonda e il salone affiancato con un tratto di mura, costituiscono una parte di ciò che era in origine. La posizione strategica su un cucuzzolo in centro alla Valle era sfruttata nell’antichità per gestire i controlli sui traffici commerciali e come difesa militare. Gli ultimi crolli dovuti al passare del tempo purtroppo sono abbastanza recenti. Da qualche anno è stato restaurato ed oggi ospita un esercizio commerciale.

Ripartiamo alla volta di Susa dove le due statali si “toccano” interessando interamente la città. stabilendo lo spartiacque fra la direzione del Moncenisio e del Monginevro. Oltre a dare il nome alla Valle, la cittadina di Susa è quindi il fulcro della Valle stessa anche per le sue strade. A Susa le influenze romane la fanno da padrone e le sue vestigia rimaste sono moltissime. Una visita al centro storico merita una tappa. Qui ci si può anche fermare per una pausa ristoro. Vi lascio un link per scoprire più nel dettaglio la storia e i monumenti caratterisctici di questi luoghi: http://www.piemonte.beniculturali.it

Ripartiamo da Susa ed imboccata la SS25 ci dirigiamo in direzione Colle del Moncenisio verso il paese di Novalesa al fondo di una valle laterale. Qui svoltiamo alla volta della stradina che ci porta all’Abbazia Benedettina omonima facente parte anche di un altro articolo del sito con TAG “Abbazia di Novalesa” e con ogni dettaglio al link: http://www.abbazianovalesa.org

Per le visite all’Abbazia è meglio prenotare ma se volete solo entrare nella Chiesa questa è sempre aperta di giorno. Mentre siete qui e se è ancora primavera inoltrata potreste spostarvi di pochi chilometri e lasciata la moto affrontare la breve camminata per arrivare ad ammirare le Cascate di Novalesa sia quelle lato Abbazia che quelle sul versante opposto. Meritano.

Per questo tour conoscitivo interrompiamo qui l’ascesa tramite la “25” e ci dirigiamo ad Exilles risalendo la Valle sulla “24”. Per farlo da “motociclisti” saliamo a Giaglione scendendo a Susa per una bella stradina, più lunga ma molto più bella della statale e che passa nel fitto verde. In estate è una panacea per la temperatura oltre a regalarci il meglio per gli occhi.

Il Forte di Exilles

Il Forte di Exilles sorge su un’altura al centro del braccio della valle verso il Colle Monginevro o il Frejus. La data della sua costruzione originaria non è certa ma si presume sia nel XI -XII secolo anche se i primi contrafforti sembrano essere stati eretti nel VII secolo. La sua posizione dominante è sicuramente stata pensata con la funzione di sbarramento. La sua struttura costruttiva complessa e molto diversificata poteva ospitare un intero piccolo esercito. Utilizzato in diversi modi dalle truppe militari, viene completamente abbandonato nel 1943 e lasciato per 40anni circa ai vandali e all’abbandono. Recuperato dalla Regione Piemonte e restaurato in parte è visitabile dll’inizio dagli anni 2000 ed è ora una sede museale: http://www.valdisusaturismo.it

Proseguiamo la salita in quota sulla SS 24 e ci dirigiamo verso ovest. Poco prima di arrivare a Oulx troviamo un bivio dove la valle si biforca ulteriormente. Verso sinistra si prosegue per il Colle del Monginevro e girando a destra si va verso Bardonecchia ed il Tunnel del Frejus sulla strada che ora diventa SS335. Possiamo soffermarci un momento proprio prima di decidere quale direzione prendere e visitare il Lago vicino a noi. Il Lago di Orfù, perfetto connubio tra natura e relax è conosciuto anche con il nome di “Lago del Gad” e si trova a 1.068 m. di quotq nel comune di Oulx.

Lago di Orfù (TAG Strada Militare 79)

A questo punto optiamo per dirigerci verso destra, verso Bardonecchia e non verso il Monginevro che non presenta punti di particolare interesse. A pochi chilometri di distanza, rimanendo nel territorio del comune di Oulx sulla SS335, andiamo a visitare la Grotta della Beaume. Si tratta di uan Grotta naturale di notevoli dimensioni che si raggiunge con una discreta scalinata (400 gradini) dopo aver lasciato la moto. Qui nel 1967 è apparsa la Madonna ad una “veggente” di nome Lucia, ispirata dopo un pellegrinaggio a Lourdes.

La visita è possibile tutto l’anno e il sito è pubblico. La salita alla grotta è possibile tramite la scalinata oppure seguendo il sentiero parallelo se il terreno è asciutto. La grotta è bellissima, ben nascosta dal fitto bosco. L’acqua sgorga da ogni anfratto. Durante la salita ci si può riposare su una della panchine di legno appositamente posizionate.

Visitata o meno la grotta proseguiamo verso Bardonecchia sempre sulla SS335 in direzione Bardonecchia dove poco prima di arrivare svolteremo a sinistra per salire al Forte di Bramafam. Questo forte, per estensione ed armamento può essere considerato la più grande opera fortificata di fine Ottocento. E’ stato costruito per difendere la linea ferroviaria ed il tunnel del Frejus all’epoca della sua costruzione per evitare invasioni dai francesi.

Attualmente il forte è un museo gestito dall’Associazione di Storia Militare in genere aperto nei giorni di domenica e per visitarlo http://www.fortebramafam.it

Ci sono molti altri luoghi particolari in Val Susa ma credo che con questo sia un piccolo percorso, fattibile in giornata, con cui si possa dire di aver visto buona parte di essa. Per tornare verso la Pianura in minor tempo si potrà utilizzare l’autostrada da Bardonecchia.

Indicazioni accessorie:

Per chi vuole rimanre in Val Susa anche quando sarà “a tavola” posso indicare un locale accogliente con menù locale adatto a tutti. Ottimi anche i vini, per chi non guida. “Cantine Meana” è in piazza IV Novembre 2 a Susa. Buon appetito.

Auguro a tutti Buon Giro!

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