Colle Scala, Ceillac, Col du Vars, Col de la Bonette e della Lombarda + Colli Fauniera, Sampeyre e Agnello in 2 giorni da Bussoleno

Percorso decisamente impegnativo per i dislivelli superati con notevoli sbalzi di pressione dovuti alle variazioni di altitudine. Nei due giorni si salirà (e quindi scenderà della stessa quota circa) per più di 16 chilometri! Le strade scelte sono anche molto particolari, strette, con curve continue e con tratti da percorrere con la massima attenzione per mancanza di protezioni lato valle. In compenso è un itinerario che vi lascerà un ricordo indelebile nel cuore per la spettacolarità dei paesaggi e dei panorami che si possono vedere. Percorrerete la Strada asfaltata Più Alta d’Europa, vedrete il Santuario più alto d’Europa e tanto altro ancora … tutto in due giorni!

PercorsoChianocco – Bardonecchia – Colle della Scala – Briancon – Ceillac – Colle Vars – Forti di Tournoux e Restefond – Cima della Bonette e Colle Bonette – Cascate di Vens – Isola 2000- Colle della Lombarda – Vinadio – Vallone dell’Arma – Colle Valcavera – Colle Fauniera – Marmora – Colle di Sampeyre – Lago di Varisella – Colle dell’Agnello – Colle di Vars – Briancon – Colle del Monginevro – Chianocco
PercorribilitàPercorso estivo per chiusura colli da ottobre a maggio
TipologiaAsfalto + sterrato medio (opzionale) per 4 km per approccio Strada dei Cannoni
Lunghezza291 km + 242 Km per totali 533 km
Dislivello6811 m. + 9286 m. per totali 16097 m.
Quota max2802 m. alla Cima de la Bonette carrozzabile

PRIMO GIORNO (Chianocco – Bardonecchia) non inserito in mappa da considerare trasferimento)

Link Mappa

Percorso con partenza ed arrivo a Chianocco da effettuarsi in due giorni con soggiorno a Vinadio. Nel primo giorno si arriverà alla Cima della Bonette che è la strada asfaltata più alta d’Europa non passante. (il Colle passante più alto rimane l’Iseran) e poi si rientra in Italia dal Colle della Lombarda. Il secondo giorno si valicheranno altri colli (Valcavera, Fauniera, Sampeyre e Agnello) in provincia di Cuneo per passare nuovamente in Francia per il ritorno da Briancon e colle Monginevro.

Da Bardonecchia saliamo verso la Valle Stretta e svoltiamo per il Colle della Scala (già citato in altri articoli) che ci permette di arrivare in territorio francese nella valle di Nevache e raggiungere Briancon.

Superato Briancon si scende lungo la Valle della Durance che offre alcune finestre spettacolari per chi volesse fare delle belle foto ci sono diverse piazzole sfruttabili. A La Roche de Rame si può fare una tappa per ammirare il laghetto. Il chiosco vicino fa anche ottimi spuntini. Oltre a questo laghetto sul tragitto ne troveremo altri. Il successivo “plan d’eau eygliers” è altrettanto piacevole. Poi quello di Guil o di Siguret, a voi la scelta.

Lasciata la Durance e svoltato per Ceillac incontriamo il paesino di Guillestre, gemellato con la nostra Torre Pellice (To) che conserva antiche vestigia religiose del XII – XIII secolo visitabili liberamente. Superato il centro paese, costeggiando il torrente Guil, arriviamo all’omonimo laghetto prima di giungere a Ceillac, in pieno Parco del Queyras, al termine della vallata a quota 1650 m.

Ritornati a Guillestre a circa 1000 m. ci dirigiamo a sud verso il Col de Vars e incontriamo subito una rapida successione di curve e tornanti che ci fanno salire in quota fino ai 2109 m. del colle vero e proprio per poi riscendere di nuovo a quota 950m. e dirigerci al Col de la Bonette.

Sulla strada che sale alla Bonette troviamo i resti di una fortezza facente parte della famosa “Linea Maginot”, il Forte di Restefond. Il suo compito era difensivo ed era stato assegnato alla fanteria. Sorge a quasi 2700 m. sull’omonimo Colle e la sua realizzazione, a quei tempi, non dev’essere stata delle più semplici.

Pochi chilometri dopo si arriverà al Col de la Bonette (2715 m.) che è una delle strade asfaltate più alte d’Europa ma per stabilire il nostro record e arrivare al punto più alto d’Europa su asfalto dobbiamo salire la strada che gira intorno alla cima salendo fino a 2802 m. Qui se vogliamo cimentarci possiamo salire in punta alla cima vera e propria a 2860m. ovviamente a piedi!

Scendiamo verso sud-est per rientrare in Italia su una strada abbastanza stretta e senza protezioni a valle. Occorre molta attenzione. Una piccola pausa la si può fare alla Cascata di Vens. Quando è ricca d’acqua gli spruzzi arrivano fino sul ciglio della stada. Volendo si può salire fino al lago sovrastante (a piedi). ma oggi noi proseguiamo per il Colle della Lombarda.

Il Colle della Lombarda ha una storia molto recente. poco più di 50 anni fa in effetti la strada non esisteva. Esisteva il collegamento da Vinadio al colle fino a Isola 2000 che era la stazione turistica/sciistica di Vinadio. Poi con l’annessione dei territori alla Francia queste zone divenero territorio francese fino al colle. Fu solomolto dopo l’annessione del territorio che i francesi decisero di completare la strada sul loro versante creando il passaggio internazionale.

Superata la zona dei laghetti della Lombarda, ci dirigiamo con una piccola deviazione, fino al Santuario di Sant’Anna di Vinadio che è il PIU’ ALTO D’EUROPA. La visita merita una piccola pausa o anche solo una sosta per il panorama che si può ammirare dalla balconata verso valle.

Raggiungiamo ora la Valle Stura e ci fermiamo a Vinadio che abbiamo scelto come tappa finale di oggi, dove ci rimane ancora un po’ di tempo per visitare il Forte. Vi sono visite guidate con la possibilità di girarlo in tutta la sua estensione (o quasi) tanto che il percorso di visita arriva a essere anche di 10 km. Il Forte Albertino (voluto da Carlo Alberto di Savoia) non ha subito mai grandissimi danni ma negli anni è stato depredato da tutti i suoi pezzi di artiglieria e delle sue atrezzature interne. Vale la pena una visita anche se non ve la sentite di effettuarla completa!

Il soggiorno a Vinadio in una struttura discreta e la cena dal tipico menù montano ci ha tonificati e ridato le energie necessarie ad effettuare il percorso di questo secondo giorno.

SECONDO GIORNO

Scesi a Demonte imbocchiamo la salita verso il Vallone dell’Arma e la strada si fa subito stretta e tortuosa. Qui due auto passano sfiorandosi e a volte non passano proprio. Le protezioni a valle sono inesistenti quindi occorre massima attenzione. Arriviamo al Colle Valcavera che nonostante sia a quota 2416 m. è molto meno famoso del vicino colle della Fauniera portato alla ribalta dal mondo del ciclismo dove svetta il monumento a Pantani.

Il Colle della Fauniera è oggi diventato la Cima di arrivo della gran fondo “La Fausto Coppi” che lo ha fatto scalare, in 10 anni, da più di 2500 ciclisti provenienti da 37 nazioni e le risalite continuano. Posto a quota 2481 m. è uno dei più elevati passi italiani e ci permette di passare dal Vallone dell’Arma alla Val Grana oppure svoltando per il Colle d’Esischie arrivare fino in Val Maira.

Accanto al Colle d’Esischie vi è il cippo commemorativo di questa corsa ciclistica ormai annuale.

Il nostro percorso prosegue superando il Colle d’Esischie che ci porta in Val Maira (l’altra, verso Castelmagno è già descritta in un altro itinerario), scendendo per la stretta e tortuosa strada che porta a Marmora, piccolo centro montano tranquillo e soleggiato prima di scendere verso la provinciale della Val Maira e svoltare a Ponte Marmora.

Svoltiamo a destra a Ponte Marmora scendiamo di un paio di chilometri verso valle e imbocchiamo la strettissima strada che ci porterà al Colle Sampeyre.

Superate alcune borgate la strada sale per portarsi su un crinale dove la vista spazia a 360° sull’arco alpino.

Il percorso per arrivare al Colle Sampeyre ci permette di effettuare, volendo una piccola digressione in sterrato per imboccare la Strada dei Cannoni. Percorrerla tutta è molto impegnativo e in alcuni tratti occorrono moto specifiche. Ci accontentiamo di arrivare alla prima terrazza panoramica in loclità Lou Viol d’la Cresto. In caso non si voglia provare un pezzo di Strada dei Cannoni sarà sufficiente proseguire scendendo dal colle verso la Val Varaita

Arrivati al “trucco” di Lou, se volessimo continuare, la strada dei Cannoni ci riporterebbe in Val Maira al confine con la Val Macra. Oggi rientriamo la Colle appena lasciato ed imbocchiamo la strada che ci porta a valle, lasciando lo sterrato duro ad una prossima volta, con equipaggiamento più adatto.

Il Colle Sampeyre collega la Val Maira con la Val Varaita e si trova a 2284 m. e l’asfalto negli ultimi tratti risulta molto deteriorato. Anche nel tratto in discesa non migliora molto. Proseguiamo dopo una breve sosta verso Sampeyre.

Scendendo dal Colle vale la pena una sosta ed una piccola passeggiata per andare a visitare il Lago di Varisella. Si tratta di un invaso artificiale con scopo di riserva idrica ma è molto carino nell’insieme del paesaggio.

Riprendiamo le curve verso Sampeyre per salire al Colle dell’Agnello e passiamo per Casteldelfino. Piccolo paesino montuoso molto sfruttato negli anni passati come luogo di vacanza estiva. Ora vive tranquillo con un turismo meno numeroso ma più rispettoso della natura. Il comune vanta nel suo territorio uno delle porzioni più grandi del Bosco dell’Alevè che è il più esteso bosco naturale di PINI CEMBRI di tutta l’Europa Occidentale. La particolarità è che è l’unico pino a 5 aghi presente spontaneamente in Europa ed il suo legno è pregiato ed utilizzato per realizzare sculture. Per le sue particolari radici viene utilizzato per il consolidamento dei terreni scoscesi.

Arrivati in paese a Pontechianale, possiamo ammirare un altro lago artificiale alimentato dal torrente Varaita con la diga verso valle utile all’alimentazione della centrale idroelettrica.

Superati poche altre frazioni troviamo la salita per il Colle dell’Agnello che è tortuosa e ricca di curve. La pendenza in alcuni tratti è notevole ma non è un problema per chi viaggia a motore!

Il colle con il super fotografato cippo in cemento, emblema di questo posto. Con i suoi 2744 m. si pone come uno dei più alti passi in Italia ed Europa.

Ora scendiamo verso il Queyras e poi ci dirigiamo a Briancon da lì il Monginevro ci porterà in Italia e di conseguenza a casa. Il tratto fino a Molines in Queyras posto a fondovalle è bella e con un buon asfalto che rende piacevole viaggiare. Svoltiamo verso Guillestre per non dover valicare l’Izoard. Percorriamo qualche km in più ma in tutta tranquillità e da questo punto possiamo considerare il percorso come itinerario di trasferimento. Abbiamo percorso un po’ più dei 533 km di percorso stimato da Google Maps. anche perchè in qualche posto vien voglia di “curiosare” anche i dintorni. Il tour è stato bellissimo e anche se per qualche giorno lasceremo la moto in garage la fatica è stata annientata da quanto visto.

Indicazioni Accessorie:

Noi abbiamo mangiato qui se volete provare:

“La Cabane” a Sainte Marie di Vars (F) – Trattoria “La Grotta” via Roma 7 Vinadio (CN) – Azienda Agrituristica Semitoun, Via Circonvallazione 5 a Casteldelfino (CN).

Buon Giro!

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