| Percorso | Albenga – Grotte di Toirano – Castelvecchio di Rocca Barbena – Colle Scravaion – Bardineto – Calizzano – Riofreddo – Lago di Osiglia – Santuario Nostra Signora del Deserto – Colle del Melogno – Cascate ferrera e Libellule Blu – Calice Ligure – Albenga |
| Percorribilità | Sempre salvo eventi meteo gravosi |
| Tipologia | Asfalto |
| Lunghezza | 144 km. |
| Dislivello | 2787 m. |
| Quota Max | 1028 m. Colle del Melogno |

Percorso che si snoda a nord est di Albenga con tante curve e strade immerse nel verde. Prima tappa di interesse è alle Grotte di Toirano la cui visita, se non approfondita, dura un’oretta e merita la sosta.

Passando nel centro abitato del comune di Toirano si possono ammirare la Chiesa ed il suo campanile fortificato ed arrivare al ponte delle Giaire che è una costruzione trecentesca, costituita da tre arcate a tutto sesto di differente grandezza, sostenute da pilastri spartiacque realizzati in pietra squadrata.

prossima meta è Castelvecchio di Rocca Barbena, antico paese dell’entroterra ligure dominato dal possente Castello dei Calvesana che lo edificarono nell’XI secolo, è posto a 420 metri d’altezza. Adagiato su una cresta che si affaccia sulla valle del Torrente Neva, sembra osservare il paesaggio circostante, come un guardiano trasportandoci in atmosfere d’altri tempi.

Partendo da castelvecchio per arrivare a Bardineto dobbiamo superare il Colle Scrtavaion. Meta ambita dal ciclismo amatoriale e non, di solito è poco frequentato dal traffico automobilistico e anche se la carreggiata non è molto ampia permette di divertirsi tra le sue curve nel bosco a volte molto fitto.

Scendiamo ora verso Bardineto ove troviamo il “Villaggio dei Puffi”, che richiama molti visitatori per curiosare tra le case a forma di fungo, magari con la fortuna di trovarsi di fronte un ometto blu.

Lasciato Bardineto ed i suoi Puffi ci avviciniamo a Calizzano famoso per la Faggeta della Barbottina. Viene considerata la più rigogliosa della Liguria e una delle più belle d’Italia per estensione e dimensione, grazie alla presenza dei suoi monumentali alberi di Faggio (Fagus Sylvatica) che raggiungono i 30-40 mt di altezza. Il più massiccio ha quasi duecento anni, alto 37 m. e del diametro di quasi 4 m. Oltre a questi, nei pressi del bosco di Rionero, si trova invece un massiccio albero di castagno di cinque metri di diametro e con oltre 250 anni di vita.
Riofreddo, ultima frazione di Murialdo, è un piccolo paese situato a 700 mt slm, confinante con i Comuni di Calizzano ed Osiglia. È situato in soleggiata e verdeggiante natura incontaminata sotto il monte Camulera 1224 m. Conserva la struttura dell’ultima Ferriera della Val Bormida dei Grimaldi di Genova, in seguito degli Olivieri del Sassello. Ora è gestito dal FAI. Proseguiamo fino al Lago di Osiglia che con 3 km di lunghezza e la capienza di 13 milioni di metri cubi d’acqua è il maggior lago della provincia di Savona. Una strada lo costeggia sul lato destro e a metà circa della lunghezza è attraversato dal ponte Manfrin, dal nome del progettista, che permette il collegamento con una piccola frazione abitata.

Una svolta che vale la pena di intraprendere ci porta al Santuario di Nostra Signora del Deserto. Anticamente, all’incrocio di storici sentieri colleganti alcune borgate della valle, nel luogo detto del Garbazzo sorgeva un essiccatoio per le castagne, proprietà della famiglia David. Sul muro esterno di questo essiccatoio il parroco Pietro Paolo David fece dipingere, si ignora da chi, un’immagine sacra della Madonna col Bambino seduta su un trono. A partire dal 1730 circa avvennero in quel luogo presunti miracoli attribuiti all’immagine della Madonna del Garbazzo, tanto che nell’inverno dello stesso anno, iniziarono i lavori per l’edificazione di un nuovo tempio religioso, ora Santuario.

Intraprendiamo ora un bel tratto di strada che ci porterà a Pallare e poi al Colle del Melogno tra curve sinuose nella rigogliosa vegetazione raggiungendo la quota massima di questo giro sulle alpi liguri a circa 1030 m.
Ora torniamo verso valle e lasciamo questa ambita meta ciclistica per dirigerci verso Calice Ligure, antico possesso dei Del Carretto di Savona, poi marchesi di Finale, subì la dominazione spagnola dal 1598 al 1713, quando fu acquistato dalla Repubblica di Genova. Conserva trincee di età napoleonica e un ponte romano sul tracciato della via Julia Augusta in località Pian dei Corsi. Si può ammirare la chiesa parrocchiale di San Nicolò edificata nel XVII sec. sui resti di una fabbrica duecentesca.
Ci buttiamo a capofitto fra le mille curve della SP490 fino ad incrociare la SP4 che con i suoi tornanti ci fa varcare le alture per arrivare a Pietra Ligure. Da qui la SP1 (Aurelia) con il suo costante caos e affollamento ci accompagnerà fino ad Albenga punto finale del tour di oggi.
BUON GIRO!




