| Percorso | Albenga – Villanova – Moglio – Testico – Passo del Ginestro – Colle San Bartolomeo – Pontedassio – Santuario Ns Sig.ra delle Grazie – Imperia – Diano Castello – Capo Mele – Albenga |
| Percorribilità | Sempre salvo condizioni meteo gravose |
| Tipologia | Asfalto |
| Lunghezza | 108 km |
| Dislivello | 1549 m. |
| Quota max | 627 m. Colle San Bartolomeo |

Da Albenga ci inoltriamo nell’entroterra tra vegetazione e strade che diventano man mano più strette e tortuose ma anche con molto meno traffico. E’ così possibile godersi le curve e l’andatura senza troppi pensieri. Il verde poi mitiga la calura e la guida diventa rilassante e piacevole.

Arrivare al Colle del Testico con la moto non è certo paragonabile all’emozione della conquista di chi giunge qui con la bici (magari nemmeno elettrica) però il punto è carino e l’unico bar esistente è molto accogliente e anche il caffè veramente piacevole.

Pochi chilometri dopo si arriva al Passo del Ginestro. Altra meta ambita dalle bici muscolari da cui si può vedere un bel panorama sulle valli intorno.

Continuando a salire ed a goderci le curve, arriviamo al Colle San Bartolomeo. Sul Colle è presente un piccolo nucleo abitato che fino al 1980 ha visto transitare il traffico della strada che portava al colle di Nava collegamento obbligato da queste zone con il Piemonte. Ora la strada è stata deviata e la SS28 lascia il Colle al respiro della quiete e dell’aria pura della sua vegetazione

Proseguiamo in direzione di un piccolo borgo sconosciuto ai più, Pontedassio. La sua storia recente è nota perchè nel 1824 la famiglia Agnesi, che ha avuto i natali nel paese, rilevò un antico mulino dando il via all’attività del pastificio omonimo che man mano si espanderono portando la tipica pasta fino sulle tavole odierne degli italiani. La “Casa Agnesi” è ora sede del Municipio locale.
Storia a parte il borgo è un classico agglomerato in stile ligure attraversato dal Torrente Impero che va a sfociare nel mar ligure.

Quasi arrivati a Imperia risaliamo la montagna per arrivare a poca distanza dal paese di Montegrazie dov’è custodito uno dei più preziosi tesori dell’intera regione ligure, un felice connubio di arte e spiritualità: il Santuario di Nostra Signora delle Grazie, uno dei più antichi santuari mariani della regione. Una leggenda del XIII secolo racconta che l’altare originario venne edificato su di una nuda pietra sulla quale una ragazza sordomuta, in seguito all’apparizione della Beata Vergine, ricevette la grazia della guarigione. Successivamente la struttura venne modificata nel corso degli anni, l’aspetto attuale risale al 1450.

Scendiamo ora ed affrontiamo il traffico di Imperia dove convivono i due centri di Oneglia e Porto Maurizio il cui centro storico ha un nome curioso, “Parasio”. A forma di chiocciola è raccolto su una piccola altura. Da non perdere il Duomo di San Maurizio, la chiesa più grande di tutta la Liguria e splendido esempio di stile neoclassico. Basta allontanarsi un po’ e si vede molto bene anche il borgo Marina di Porto Maurizio che si affaccia sul mare e raccoglie le migliori spiagge. Invece sulla banchina di Oneglia, sotto i portici di calata Cuneo, si trovano le pescherie e tutti i ristorantini tipici che durante il periodo estivo si riempiono di turisti desiderosi di assaggiare le specialità marinare.

Per completare la giornata facciamo una digressione verso Diano Castello. E’ il borgo fortificato e arroccato del più turistico Diano Marina. Le sue viuzze strette e le mura rimaste a tratti ben conservate creano un’atmosfera che la luce del tramonto esalta nei colori e nelle sfumature.

Facciamo rientro alla base di Albenga godendoci il mare sull’Aurelia anche se lo scotto da pagare è il traffico ed i numerosi semafori ed incroci. A fine giornata però si trova sempre uno scorcio ancora non visto o un panorama non assaporato per una foto o per un attimo di pausa.
Buon Giro!
