Colletta, Val Pellice, Cascata di Villanova e del Pis, Angrogna e Colle delle Finestre

PercorsoChianocco – Giaveno – Colletta di Cumiana – Cumiana – Pinerolo – Luserna S.G. – Torre Pellice – Bobbio Pellice – Cascata di Villanova – Cascata del Pis (opzionale) – Angrogna Pramollo – Perosa Argentina – Colle delle Finestre – Susa – Chianocco
PercorribilitàDa Giugno a Ottobre per chiusura dei Colli Vaccera e Finestre
TipologiaAsfalto + Sterrato leggero per 4.5 + 10.5 km
Lunghezza202 Km.
Dislivello4174 m.
Quota max.2178 m. Colle delle Finestre

Percorso in alta Val Pellice tra etnie Valdesi e scenari bucolici. Al ritorno evitando Pramollo ed il Colle delle Finestre permette il tour anche in altri mesi dell’anno togliendo però quel particolare scenario che si può godere in quota tra le curve a salire e sul tratto sterrato a scendere con i suoi 33 tornanti.

Link Mappa

La Colletta di Giaveno / Cumiana è una nota salita ciclistica ed è stata inserita varie volte nel percorso del Giro d’Italia. Bellissima strada che si snoda tra i boschi, non troppo breve, non troppo stretta purtroppo ad oggi (5/2023) presenta un asfalto a tratti molto deteriorato, occhio alle curve!
L’andamento prevede solo un paio di tornanti non impegnativi e tratti con tante belle curve in sequenza.

Scendiamo dalla Colletta arrivando a Cumiana e proseguiamo circumnavigando Pinerolo. Arrivando al bivio dopo la cittadina, terremo la sinistra per entrare in Val Pellice mentre a destra si diparte la Val Chisone che visiteremo in parte al ritorno. Il territorio noto come “Valli valdesi”, sito nelle Alpi Cozie, comprende attualmente la Val Pellice (con le sue diramazioni di Angrogna e Luserna), la Val Germanasca (con i rami di Prali e di Massello) e la bassa val Chisone (versante destro, dal vallone di Roccapiatta a Pomaretto). Questi luoghi, in cui si concentra oggi la metà dei valdesi presenti in Italia.

Scorcio della Val Pellice

La Val Pellice prende il suo nome dal fiume che la attraversa ed è luogo di incontro tra la pianura torinese e le montagne più maestose della regione. È terra di storia e persecuzioni, culture secolari e affascinanti tradizioni. Eccoci a Val Pellice, piccolo gioiello del Piemonte che offre infinite possibilità a tutti gli eco-viaggiatori. Siamo a solo un’ora da Torino, ma ci ritroviamo in un ambiente selvaggio dove la natura è assoluta protagonista. Fitti boschi che brulicano di vita, montagne che raggiungono i 3000 metri e torrenti creano paesaggi dalla bellezza unica e indescrivibile.

Attraversiamo Luserna San Giovanni magari soffermandoci in piazza per una pausa caffè. Nel XVI secolo la comunità Valdese di San Giovanni si rifugiò presso località Ciabòt, nella vicina Valle di Angrogna, per ritornare poi a Luserna in tempi successivi. La libertà di culto religioso nella valle fu definitivamente risolta grazie all’editto del Re Carlo Alberto del 1848 che permise agli stessi valdesi sia di professare liberamente la loro confessione, sia di godere dei diritti politici e civili.

Luserna San Giovanni

Superata Luserna inizia la parte “alta” della Valle. Torre pellice, Villar e infine Bobbio Pellice sono i paesi più significativi che attraversiamo.

Bobbio Pellice

Superato quest’ultimo inizia la vera e propria strada montana. La prima frazione incontrata è “Malpertus”, in dialetto locale Buco Malevolo. In effetti il nome potrebbe derivare solo dal fatto che essendo chiuso in una conca è di fatto un “buco” che prende pochissimo sole e quindi insano per l’umidità elevata e il freddo invernale.

Malpertus

Continuiamo a salire e attraversiamo un ponte in ferro che oltrepassa particolarmente ricco di acqua torrente a valle di un salto tra le rocce. Il Pellice che dà vita alla sottostante valle. la vista a monte e valle in queste immagini.

Torrente Pellice

Proseguendo la nostra salita arriviamo fino alla frazione di Villanova dove ci attende una vigorosa cascata prima del centro abitato fatto di poche case base di partenza per diverse escursioni. Purtroppo oggi la strada accessibile finisce qui non permettendo più ai veicoli a motore di proseguire fino alla cascata del Pis o al rifugio Willy Jervis più a monte ma si può sempre lasciare la moto e fare una bella passeggiata.

Cascata di Villanova
Villanova e il termine della strada.

Per chi vuol avventurarsi in una mezz’oretta di cammino basta proseguire per la strada in immagine e si potrà godere la seconda cascata anche più spettacolare (Cascata del Pis) soprattutto per il suo laghetto, che fa parte del Parco Naturale della Goja del Pis.

Ritorniamo ora sui nostri passi fino a Luserna godendoci i panorami in senso opposto ed i diversi scorci sulla valle. A volte la strada si fa stretta ed a strapiombo senza protezioni ma con un po’ di attenzione possiamo gustarci la guida ed anche ciò che ci circonda. All’altezza di Luserna deviamo per Angrogna e la strada si stringe nuovamente e la salita ritorna a tratti molto ripida anche con tornanti stretti. In Val d’Angrogna ci sono anche i più antichi templi valdesi, quello del capoluogo, il Ciabas e il tempio del Serre. Queste costruzioni risalgono al 1555, circa trent’anni dopo la decisione di aderire alla Riforma protestante assunta da una grande assemblea raccolta nel grande prato di Chanforan (volendo visitarlo da Angrogna sono pochi chilometri).

Tempio Valdese del Ciabas
Monumento simbolo Prato di Chanforan

Superato il Rifugio Vaccera magari dopo una pausa ristoratrice a base di un’ottima cucina locale, inizia un tratto sterrato non difficile dall’omonimo Colle fino alla prima borgata verso Pramollo per 4.5 km circa. Scendiamo con tante curve strette ma con un asfalto in discreto stato. Arriviamo quindi alla strada che da Pinerolo porta al Sestriere in Val Chisone e incontriamo Villar Perosa e poi Perosa Argntina. Perosa Argentina è il luogo d’origine dei genitori dell’attore francese con nome d’arte Fernandel, indimenticato interprete della serie dei film “Don Camillo”. Il termine “Argentina” indica che anticamente qui, sulle pendici del Monte Bocciarda, esistevano delle miniere di argento. Attualmente una pista forestale, non praticabile con veicoli a motore, che ha origine dalla borgata Serre La Croce, conduce alla località dove erano presenti le miniere. Sulla stessa pista si incontra la suggestiva Fontana degli Alpini.

Dirigiamo verso Sestriere fino a passare alla base del Forte di Fenestrelle eretto a barriera per arginare l’avanzata delle truppe francesi ma nel quale non si è mai combattuto veramente. Il Forte di Fenestrelle è un complesso fortificato eretto dal XVIII al XIX secolo. Per le sue dimensioni e il suo sviluppo lungo tutto il fianco sinistro della valle, la fortezza è anche detta “la grande muraglia piemontese”

Le immagini fotografiche non rendono giustizia al Forte perchè è quasi impossibile immortalarlo in tutta la sua ampiezza ma dal nostro percorso vi sono molti punti in cui lo si può ammirare sotto diverse prospettive. Una visita a questa Fortezza sarebbe interessante ma consiglio di considerarlo come visita mirata in quanto richiede almeno due/tre ore e magari calzature più adatte che quelle motociclistiche.

Arrivati a Pian dell’Alpe saliamo l’ultima rampa che ci porta al Colle delle Finestre. Fino al Colle la strada è asfaltata con fondo buono e liscio. Dalla cima del Colle fino al Monumento al Sacro Cuore di Gesù in val Susa la strada è sterrata per una decina di km. Lo sterrato è medio facile anche se nei tornanti occorre fare attenzione.

Dal Monumento al S.C. di Gesù fino a Susa vi sono ben 33 tornanti ma qui l’asfalto è ottimo. Il bosco trasmette frescura e la discesa scorre veloce per arrivare a valle. Arrivati sulla Statale per il Monginevro la meta è vicina meno di 10 km. Siamo a casa.

BUON GIRO!

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