| Percorso | Chianocco – Quincinetto – Bard – Verrès – Cascate di Isollaz – Castello di Graines – Brusson – Col de Joux – Col Tzecore – Castello di Saint Germain – MontJovet – Arnad – Quincinetto – Chianocco |
| Percorribilità | Percorribile sempre salvo condizioni meteo avverse |
| Tipologia | Asfalto |
| Lunghezza | 101 Km + 231 km di trasferimento |
| Dislivello | 2911 m. |
| Quota max. | 1640 m. al Col de Joux |
Nella Mappa, per maggior dettaglio il viaggio inizia da Quincinetto, porta della Valleè. Da Chianocco a Quincinetto è considerato trasferimento.



Il Castello di Verrès è uno dei più famosi manieri medievali valdostani. Costruito come fortezza militare dalla Famiglia Challant nel XIV secolo, fu uno dei primi esempi di castello monoblocco, costituito cioè da un unico edificio a differenza dei manieri più antichi formati da una serie di corpi di fabbrica racchiusi da una cinta muraria. Si erge su un promontorio roccioso che domina l’abitato del paese di Verrès e la strada della Val d’Ayas che andremo a percorrere a breve. Esternamente appare come un austero cubo di trenta metri di lato, praticamente privo di elementi decorativi. Entrati nel castello ci si ritrova in un androne quadrato ricoperto da una volta a sesto acuto, ulteriore elemento di difesa del castello. Su di esso si aprono infatti diverse feritoie ed una botola sul soffitto, dalle quali sarebbe stato possibile bersagliare eventuali invasori intrappolati all’interno con olio bollente o pece come era uso ai tempi.



Il Feudo di Graines possiede una storia molto antica che risale al VI secolo quando il Re dei Burgundi dall’anno 516, ricostruì l’Abbazia d’Agaune nel Vallese. Per garantire ai monaci rendite sufficienti alle ingenti necessità della nuova abbazia, donò anche numerosi possedimenti tra cui il ricco e fertile feudo di Graines. Nel XIII secolo i monaci infeudarono il maniero ed alcune terre circostanti alla Famiglia Challant fedeli servitori dei Savoia. A metà del 1400 il castello fu ristrutturato e fortificato e fu una delle roccaforti usate da Caterina di Challant. GIi Challant amministrarono questo feudo fino al tardo 1700 riconoscendosi vassalli dell’Abbazia d’Agaune.


Brusson è il paese principale della Val d’Ayas. Ha un clima prettamente alpino con inverni freddi (si arriva anche a -20 °C) ed estati mai calde con temperature che difficilmente superano i 25 °C. e situata a 1338 metri di altitudine tra alte cime, fitti boschi e pascoli. Nonostante ciò, Brusson è una località caratterizzata da una buona esposizione al sole e da un paesaggio vario che la rendono una meta turistica apprezzata in ogni stagione, soprattutto da una clientela familiare. Sono da segnalare le miniere d’oro, attive fino alla fine degli anni ’80, ora visitabili grazie a interventi di recupero. Immerso nel verde dei prati il lago di Brusson è una meta immancabile per tutti. Chi ama passeggiare può percorrere l’intero giro del lago, passando su belle zone erbose e attraversando un piccolo tratto di bosco. Oppure può scoprire la piccola zona umida della “Goya de Tchmpats” dalle passerelle di legno, oltre a fermarsi in un altro parco giochi posto lungo la strada.

Il Col de Joux ospita anche l’ultimo trattodel Ru Courtod , canale irriguo proveniente dal ghiacciaio del Ventina e risalente al XIV secolo. La parola Joux è da collegarsi ad una voce prelatina che significa altura boscosa, ma in altri casi si può far risalire al latino Jugum, giogo, e quindi colle. Dal colle partono diversi percorsi escursionistici di varia difficoltà, ad esempio verso la Testa Comagna o il Colle Tzecore, ma si può anche passeggiare piacevolmente lungo la poderale pianeggiante, diretta a Sommarèse. Il valico era in passato molto frequentato, e in particolare veniva utilizzato dagli emigranti Valsesiani (in genere stagionali) diretti verso la Savoia (Francia) che raggiungevano il Col de Joux per proseguire poi oltrepassando Aosta e salendo al Colle del Piccolo San Bernardo.



Arrivare al Col Tzecore è un percorso da veri esperti dove nulla può essere lasciato al caso tant’è che sia i ciclisti che i bikers valdostani esperti definiscono questo tragitto, tutto in salita, come uno dei più duri che ci portano in giro per le vette della Val d’Aosta. L’itinerario del Col Tze Core ci porterà verso uno dei pochi valichi della Valle d’Aosta, con una strada che versa in buone condizioni con un manto stradale discreto e soprattutto poca trafficata, che ci permetterà di vivere al meglio il nostro viaggio in moto. Un itinerario con pochi rettilinei, adatto a chi ama scorrere tra le curve, sfiorarle una dopo l’altra con buon ritmo e soprattutto sempre in piena sicurezza. A farvi da scorta, imponenti e silenziosi, i pini che costeggiano la strada per tutto il tragitto.

Costeggiamo il castello di Saint-Germain o tour Saint-Germain posto su uno sperone roccioso e che è tra le più grandi fortificazioni della Valle d’Aosta e seppure mostri i segni di rifacimenti vari, fa emergere il tipico schema di fortificazione primitiva valdostana, ossia di Castello Medievale caratterizzato da un’alta torre centrale (alta 19 m e di 6 m di lato) circondata da un’imponente cinta muraria, alla quale sono poi stati aggiunti altri corpi e altre mura in epoche successive. In epoca romana venne scavato nella roccia e definito Mons Jovis oggi costeggiato dalla Mongiovetta, tratto della SS26 della Valle d’Aosta, il castello di Saint-Germain è tra i castelli più strategici della Vallèe.

Scendendo verso Saint Vincent completiamo le curve tra poche frazioni abitate e degli scorci molto belli sulla Vallèe. Percorriamo la strada vecchia di Montjovet (la Mongiovetta come viene chiamata qui). Una dozzina di curve strette addossate alla montagna. Interamente strappate alla roccia che per anni hanno rappresentato, nel verso della salita, il “fil rouge” da superare per arrivare ad Aosta anche se oggi la percorreremo in discesa. Oggi non ci sono più problemi perchè il tratto è facilmente superabile in autostrada da una galleria che ne allevia il percorso e soprattutto dalle prestazioni dei mezzi a motore che sono molo più performanti. Proseguiamo quindi per arrivare a Verrès passando da Arnad (Famosa per il tipico “lardo”). Una tappa consigliabile è presso la rivendita “Bertoli” poco prima di arrivare in paese, dove potrete gustare taglieri di salumi, formaggi e delle specialità locali oppure acquistare il tutto per farlo gustare a casa vostra (non è una sponsorizzazione!) o comunque visitare una delle rivendite locali.

Torniamo ora verso valle e raggiungiamo Quincinetto per poi proseguire verso casa con dei bellissimi scorci nel cuore.
Per chi volesse seguire un piccolo consiglio culinario:

Trattoria Lo Saros – Emarese
Noi ci siamo trovati benissimo. BUON Giro!
