Da Thonon les Bains sul lago di Ginevra a Mentone in piena Costa Azzurra, La Route des Grandes Alpes (RdGA). In questo nostro tour abbiamo aggiunto la variante al Col de La Bonette
Da Chianocco a Thonon les Bains (279 km) e da Mentone a Varazze (129 km) + Varazze – Chianocco (199 km) sono considerati trasferimenti. Tragitto effettuato in 4 giorni così suddivisi:
- Chianocco – Annecy – Thonon les Bains – Col des Gets (1172 m) – Col de la Colombière (1613 m) – La Clusaz
- La Clusaz – Colle des Aravis (1487 m) – Les Saisies (1650 m) – Cormet de Roselend (1967 m) – Val-d’Isère – Col de l’Iseran (2770 m) – Val Cenis – Modane – Col du Télégraphe (1566 m) – Valloire – Col du Galibier (2645 m) – Colle del Lautaret (2058 m) – Briançon – Colle dell’Izoard (2360 m) – Guillestre – Vars
- Colle di Vars (2108 m) – Jausiers (variante: Col de la Bonette 2715 m + Cima de la Bonette 2802 m – Isola) – Colle della Cayolle (2326 m) – Col des Champs (2087 m) – Col de la Couillole (1678 m) – Col Saint-Martin (1500 m) – Saint-Martin-Vésubie – Col di Turini (1604 m) – Sospel – Col de Castillon (706 m) – Mentone/Varazze
- Rientro: Varazze – Colle Sassello – Nizza Monferrato – Costigliole d’Asti – Carmagnola – Chianocco
| Percorso | Vedi sopra elenco completo |
| Percorribilità | Da Giugno a fine Ottobre. Attenzione alla chiusura di alcuni Colli |
| Tipologia | Asfalto |
| Lunghezza | 684 km (RdGA) + 617 km di trasferimenti |
| Dislivello | 16980 m (compresa Bonette) |
| Quota max. | 2802 m alla Cima de la Bonette |
Inserisco la mappa completa della RdGA. Per maggior dettaglio di seguito analizzerò giorno per giorno i punti più significativi.

Primo giorno: Chianocco-Thonon + inizio RdGA con due Colli

Partiti da Chianocco in Valle Susa, siamo saliti al Colle del Moncenisio (2083 m) che è un lago artificiale con diga in terra e pietre. Oltrepassandolo, verso la Francia, siamo arrivati a Lanslebourg e da lì abbiamo proseguito verso Modane.

Scendendo verso Modane si costeggia l’Esseillon che era una Barriera Fortificata per proteggere il Piemonte (in origine qui era Italia), da un’eventuale invasione francese. Essa comprende quattro forti e una ridotta, che portano i nomi di membri della famiglia dei Savoia.

Superato Saint Jean de Maurienne ci fermiamo ad ammirare dal basso una delle strade più impervie di Francia, le Lacets de Montvernier. La strada ha una lunghezza di 3.4 km, un dislivello di 277 metri e una pendenza media del 8.1% ma in questo piccolo tratto vi sono ben 17 tornanti! Deviamo e lo percorriamo fino in cima solo per fare una foto per poi rientrare sul percorso principale

Proseguendo arriviamo ad Albertville dove ci concediamo un pranzo in un bistrot nella piazza nuova. Avvicinandoci incontriamo i primi nuvoloni.

Proseguiamo verso Annecy che meriterebbe una visita più accurata. Purtroppo il tempo non ci accompagna e la strada da percorrere è ancora parecchia. Ci limitiamo ad una breve visita al lago ed ammiriamo questo scorcio dei canali che si dipartono dal lago.

Arriviamo a Thonon les Bains sfiorando il confine svizzero ma senza mai passarlo. Qui inizia il nostro viaggio vero e proprio con un tempo poco raccomandabile. Armati di fiducia iniziamo la Route des Grandes Alpes lasciando il lago Lemano in direzione dei monti e del Colle di Gets.

Il percorso passa vicino alle Gorges du Pont du Diable. Un canyon scavato nella roccia nei secoli dal fiume Dranse de Morzine che ha lasciato pareti modellate a strapiombo e che ora sono state rivalutate con un percorso attrezzato che permette di visitarle senza rischi ammirandone le cesellature. La sapiente illuminaziona le fa risaltare

Si sale fino oltre i mille metri verso il Col de Gets e le nuvole lasciano spazio a qualche apertura nel cielo che ci fa apprezzare ancor più il paesaggio nei dintorni.

Abbiamo percorso meno di un sesto della RdGA e siamo già all’ultimo passo di oggi, il Col de la Colombiere. Siamo oltre i 1500 m. e l’aria si fa frizzantina, complice anche l’ora serale.

Al colle troviamo tutto chiuso ma siamo alla vigilia della Festa Nazionale francese e ci pare comprensibile. Ora non resta che scendera a La Clusaz dove abbiamo riservato le camere per la notte.

Per concludere la serata una pioggerella autunnale ci accompagna ma domani è previsto un miglioramento e noi siamo ottimisti!
Secondo Giorno: La Clusaz – Vars

Il secondo giorno inizia con ancora nuvole minacciose ma non ci facciamo intimidire.

Così scolliniamo il Col des Aravis per scendere a valle e risalire a Les Saisises. Scendiamo nuovamente di quota e raggiungiamo il Lac de Roselend con qualche sprazzo di azzurro ma su strade con asfalto perfetto che ci fanno divertire curva dopo curva.

Sfioriamo i 2000 m. al passo di Cormet de Roselend dopo una serie di curve con strada larga e ben asfaltata in un paesaggio che sembra incantato.

Continuiamo il viaggio passando per Seez dove deviando di qualche decina di km potremmo raggiungere il Colle del Piccolo San Bernardo verso la Valle d’Aosta. Questo purtroppo ci porterebbe troppo fuori strada quindi proseguiamo. In caso vi facesse piacere è fattibile e il paesaggio merita.
Fermata d’obbligo al Lac du Chevril (artificiale) dove ci si può sbizzarrire a percorrere la diga con qualsiasi mezzo. La strada costruita sulla sua sommità congiunge le due valli tagliate dal fiume Isere da cui diparte la celeberrima valle che termina ai piedi del Passo più alto d’Europa.

Il primo Grande Passo in cui transitiamo è costituito dal Col dell’Iseran già visitato più volte negli altri articoli di questo sito. Con i suoi 2770 m. rappresenta il Passo asfaltato passante più alto d’Europa. (il secondo è lo Stelvio in Italia). Da qui scendiamo e percorriamo la Val d’Arc passando per posti meravigliosi come Bonneval, Bessans, Sardieres fino ad arrivare a Sain Michelle de Maurienne dove giriamo a sinistra per salire al Col du Telegraphe

Continuiamo la salita per raggiungere il Col du Galibier non prima però di una pausa “pedonale” con camminata fino al Fort du Telegraphe. Una costruzione a strapiombo sulla sottostante valle con un dislivello fino a più di 800 m.
Costruito a fine 1800, il Forte era utilizzato come postazione per la ripetizione dei messaggi telegrafici del Sistema Chappe per la comunicazione tra Lione e Milano. Ora sulla sua sommità hanno sede tre torri di antenne radiotelevisive ma la sua imponenza, anche vista dal basso, lascia sempre a bocca aperta.

Tappa sempiterna del Tour de France e quarto passo più alto d’Europa è il Col du Galibier. Meta obbligatoria per chiunque transiti da queste parti che sia in auto, in moto oppure in bici (a patto di avere il fisico adatto!).

Scendiamo verso Serre Chevalier ed attraversiamo il Col du Lautaret ormai avvolti da un cielo terso e dalla temperatura in deciso aumento.
Continueremo la discesa fino alla città fortificata di Briancon (più volte citata anche in altri articoli) per risalire verso il Col de L’izoard.

Ultimo colle per questa giornata che ci ha fatto fare tante salite e discese da perderne il conto prima di arrivare a Giullestre e salire alla volta di Vars meta di questa seconda giornata per riposarci e dormire al fresco dei suoi 1700 m.

Depositate le nostre amate cavalcature ci siamo dedicati ai piaceri della tavola che sono stati all’altezza della situazione! Ottima location.

Sorpresa inaspettata, ci siamo trovati nel bel mezzo della Festa per la ricorrenza della Presa della Bastiglia con tanto di balli e fuochi artificiali.
Ora a riposare!
Terzo Giorno. Vars – Mentone + Varazze

Partiamo da Vars alla volta del Colle omonimo a 2100 m. in una splendida e tersa giornata dopo una colazione che può sostituire anche un pranzo.

Arrivati a Jausiers anzichè proseguire verso Barcelonnette e il successivo colle della Cayolle e des Champs decidiamo per una Variante più “sostanziosa” che ci porterà alla Cima de la Bonette a ben 2802 m. Una tappa al Forte de LA Bonette prima di proseguire approfittando anche della pausa ristoro alla Buvette de La Bonette.

All’altezza del Col de Restefond (raggiungibile solo a piedi) troviamo delle fortificazioni risalenti alla “Linea Maginot” che sono collegate ad altri più a monte da tunnel sotterranei ora non visitabili e purtroppo deturpate da writer dementi.

Superato il Col de La Bonette si può proseguire su una strada ad anello che circumnaviga la cima del monte Bonette portandoci dai 2715 m. del Colle ai 2802 m. del punto più elevato caratterizzato da un monumento a monolite con una targa in pietra che ne ricorda la storia.


Alle spalle del monolite, alzando lo sguardo di quasi 150 m. si può ammirare l’osservatorio in cima alla montagna. Approfitto della foto inviatami da un mio amico esperto trekker per farvi vedere la vista da lassù perchè con le calature motociclistiche noi non ci siamo avventurati.


Scendendo verso Isola si percorre la Val Tinea in uno spettacolare canyon fino al paesino dove ci siamo fermati per ristorarci. Da qui si potrebbe tornare verso l’Italia passando da Isola 2000 e dal Colle della Lombarda ma ci porterebbe roppo fuori strada. però…

Una puntatina al Colle e ritorno l’abbiamo fatta (come se le curve ci mancassero). La vista ci ha ripagato della deviazione e siamo tornati sulla RdGA con un “regalo” in più nel cuore. Peccato per i disastri dei maniaci degli adesivi…

Tornati sul nostro percorso principale, arriviamo al Col de la Couillole che fa da porta di ingresso nel dipartimento della Cote d’Azur.

Percorrendo la Route de Vesubie arriviamo a La Colmiane o Colle Saint Martin dove un palazzone spiazza un po’ la vista ma appena fuori dall’abitato il paesaggio ritorna ad essere affascinante come sempre.

Qui essendo a quote più basse i boschi la fanno d apadrone. Ci alterniamo tra l’ombra dei pini a quella dei faggi e delle betulle. Appena i boschi si diradano arriva l’impervia salita al piccolo Stelvio, il Col de Turini. Il Colle ha una strada spettacolare sia che lo si raggiunga dalla Liguria che come noi da nord.

Tappa fissa ormai per il Tour de France la strada dona molto anche a chi come noi la percorre in moto. Così in cima al colle ci concediamo una pausa per ristorarci e contemplare il panorama.

Ultimo Colle da superare per arrivare al termine di questa RdGA è un “colletto” con i suoi 706 m. Dopo aver raggiunto quote altissime ora ci sembra di essere già pronti per un tuffo al mare. Il Dipartimento è quello della Costa Azzurra e questo aiuta al pensare alle spiagge ma il viaggio continua.

In effetti l’arrivo a Mentone non è stato completato. Su consiglio di amici non ci siamo addentrati nel caotico centro cittadino ma abbiamo tagliato per stradine e carugi e ci siamo diretti verso l’Italia. Un rapido scorcio di Ventimiglia Alta e poi … autostrada fino a Varazze dove ci aspettano per cena.

Finisce così il nostro giro attraverso i quasi 700 km di RdGA anche se in effetti ne abbiamo percorsi di più per le varie deviazioni ma essendo in zona non potevamo perderci certe mete. Ora l’ultima salita verso il ristorante di Cogoleto per una cena con altri amici per suggellare questo fantastico viaggio.

Questo tour si può organizzare in vari modi. Noi abbiamo unito la curiosità di percorrere tutta la RdGA ad altri obiettivi ma credo che comunque si faccia i ricordi che vi lascerà dentro saranno sempre meravigliosi e unici.
BUON GIRO A TUTTI!
Quarto Giorno – il rientro da Varazze a Chianocco.

Per chi vivesse dalle mie parti e volesse aggiungere qualcosa al tutto ricordatevi che valicare gli appennini al Sassello è bello sia paesaggisticamente sia per chi vuol concedersi una pausa pranzo degna del nome. Il resto è solo trasferimento.









